20:17 14 Agosto 2020
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Al palazzo Lombardia si è tenuta la conferenza sul rapporto dell'inchiesta sul Pio Albergo Trivulzio di Milano.

L'esito dei lavori della Commissione di verifica sulla gestione dell'emergenza Covid-19 al Pio Albergo Trivulzio di Milano,presentato dal direttore della stessa Vittorio Demicheli, ha fatto emergere nuovi dettagli.

Stando a quanto riferito, la struttura "metteva già in isolamento a fine febbraio alcuni casi con sintomatologia simile influenzale che, col senno di poi, riconosciamo probabilmente essere stati casi di coronavirus. Quindi erano presenti già allora. L'ipotesi è di un ingresso precoce dell'infezione dall'esterno, probabilmente attraverso gli operatori di assistenza o gli educatori, con poi una propagazione interna che ha raggiunto il suo massimo nella seconda metà del mese di marzo. Questa ipotesi è incompatibile rispetto a quella di un innesco partito da pazienti trasferiti durante l'emergenza Covid-19". 

Demicheli, intervenuto a Palazzo Lombardia, ha quindi aggiunto che "il numero pazienti della seconda metà di marzo è incompatibile con questa ipotesi", e che un buon numero di contagio doveva essersi prodotto già in precedenza.

Il direttore della Commissione di verifica ha quindi rammentato che il rapporto fra decessi osservati e attesi nella fase della pandemia, che ha mostrato un aumento di mortalità, "è risultato lievemente inferiore al Pat rispetto alla media rilevata nelle Rsa".

Sotto accusa l'assenteismo

Tra gli aspetti che maggiormente potrebbero aver pesato nel bilancio delle vittime del PAT, ha quindi proseguito Demicheli, c'è anche l'assenteismo, un elemento definito "grave" dallo stesso direttore.

Su questo tema è quindi intervenuto anche il direttore generale Welfare di Regione Lombardia, Marco Trivelli:

"E' la partecipazione di chi lavora che fa la qualità e la differenza nella risposta a un'emergenza. Non bastano le regole. Se c'è stato un assenteismo del 60% è molto difficile che si potesse dare una risposta sostanziale a bisogni di assistenza così grandi", sono state le sue parole.

Stando ai dati rilevati nella relazione, nel periodo dell'emergenza Covid-19 si sarebbero prodotti "livelli straordinari" di assenteismo su 900 operatori del Pat: a fronte di una media delle assenze in tempi normali del 30%, questa è arrivata "al 57%, con picchi fino al 65% in alcune figure professionali (in particolare gli operatori sociosanitari che sono la parte più numerosa del personale)".

"Solo una parte piccola di queste assenze può essere giustificata con la malattia, visto che solo il 9% erano le assenze per infortunio Covid segnalate all'Inail", ha concluso Demicheli.

Carenza di protezioni 

Sulla situazione al Pio Albergo Trivulzio sembra inoltre aver avuto un certo peso la carenza di protezioni, come rilevato nella relazione e ribadito dal direttore Demicheli:

"Sicuramente la differenza di tutela spiega una parte del problema. La paura di prendere la malattia è una cosa che in quel momento avevamo tutti. Ci saranno molte giustificazioni. Ma la media dei comportamenti del Pat è anomala rispetto alla media delle altre strutture".

L'inchiesta sul Pio Albergo Trivulzio

Nel corso del mese di aprile la Procura milanese ha aperto un'inchiesta per epidemia e omicidio colposo relativa alla casa di cura meneghina del Pio Albergo Trivulzio.

Nel registro degli indagati sono finiti il direttore generale Giuseppe Calicchio altri dirigenti e responsabili della casa di cura milanese.

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