15:22 24 Ottobre 2020
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Autostrade per l'Italia (Aspi) aveva presentato ricorso per contestare la legittimità del governo che l'aveva esclusa dai lavori di ricostruzione del ponte del capoluogo ligure.

L'esclusione di Autostrade per l'Italia dai lavori per la ricostruzione del ponte Morandi a Genova secondo la Consulta è "giustificata dall'eccezionale gravità della situazione". Così la Corte Costituzionale ha respinto i 6 ricorsi del Tar della Liguria in merito alla costituzionalità della decisione del governo (articolo 41 - ndr) di escludere Aspi dai lavori per la ricostruzione.

"La decisione del Legislatore di non affidare ad Autostrade la ricostruzione del Ponte è stata determinata dalla eccezionale gravità della situazione che lo ha indotto, in via precauzionale, a non affidare i lavori alla società incaricata della manutenzione del Ponte stesso," si legge in un passaggio della sentenza dei giudici della Corte Costituzionale.

Il ricorso esaminato oggi dalla Consulta era stato denominato "Aspi contro la presidenza del Consiglio dei ministri e altri undici", soprattutto la struttura commissariale, presieduta da Marco Bucci, il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione del ponte Morandi.

La sentenza emessa dalla Consulta arriva in una giornata caratterizzata dalle polemiche per la notizia che Aspi continuerà a gestire il nuovo ponte di Genova fino alla revoca della concessione. In particolare oggi è intervenuto sulla questione il capo della Farnesina pentastellato Luigi Di Maio, che aveva fatto sapere che la politica deve mantenere le sue promesse, ovvero che "il ponte non lo avrebbero costruito i Benetton, ma un’azienda di Stato e i Benetton non avrebbero più gestito le autostrade. Tantomeno il ponte."

"Entrambe queste promesse ora vanno mantenute. La politica senta dentro di sé il peso di queste due promesse. E passi ai fatti," le parole di Di Maio usate in un post su Facebook.

Crollo del Ponte Morandi

Il ponte Morandi era crollato il 14 agosto 2018 alle 11:36. La sezione che sovrastava la zona fluviale di Sampierdarena aveva ceduto con il pilone 9, causando 43 vittime tra le persone in transito e gli operatori ecologici al lavoro nelle vicinanze. Il crollo del ponte aveva anche determinato il blocco del raccordo tra la A7 e la A10.

Conseguentemente all'incidente sono state evacuate 566 persone, successivamente ospitate in alloggi temporanei.

Il 18 agosto sono stati celebrati i funerali di stato per alcune vittime e il giorno è stato decretato di lutto nazionale. 

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