17:51 26 Ottobre 2020
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Questo è l'identikit di Nicola Ferrara, il 38enne arrestato oggi a Milano per apologia e istigazione al terrorismo. La sua adesione all'Islam radicale si è sviluppata nel corso degli anni come si deduce dai suoi contatti, dalle sue frequentazioni, dal suo proselitismo e dai suoi messaggi sui social network.

Secondo l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giudo Salvini, Nicola Ferrara sarebbe tutto fuorché un semplice convertito all'Islam.

“Non è un semplice convertito, ma una persona che da qualche anno a questa parte ha deciso di dedicare la sua vita alla religione islamica con una visuale radicale, in particolare condividendo gli ideali dello Stato islamico (ISIS)* ed apprezzando le doti dei principali esponenti di tali organizzazioni e di quelle che, come Al Qaeda*, l’hanno preceduta storicamente”, si legge nel provvedimento.

Negli ultimi anni l'uomo avrebbe intrattenuto diversi contatti con elementi che in Italia sono stati coinvolti in indagini sul terrorismo internazionale. Questi anche attraverso Facebook, dove Ferrara non mancava di dare il suo fervido sostegno alla Jihad. Questo è quanto trapela dalla sua pagina personale sul social network.

“Non vi è simbologia del terrorismo di matrice islamica che non sia presente nella quasi ossessiva diffusione di immagini via Internet in cui è impegnato per anni l’indagato: Osama Bin Laden, le Torri Gemelle, il Califfo Al Bagdadi, le bandiere e gli stemmi dell’ISIS, i foreign fighters, le donne interamente velate con il mitragliatore in mano, i volti sorridenti di coloro che si sono sacrificati per Allah, le immagini disgustose dei bambini armati che giurano di uccidere i miscredenti”, scrive sempre il gip. 

Proselitismo non solo virtuale ma effettuato anche attraverso la sua frequentazione del centro culturale Al Nur di via Carissimi a Milano, dove il Ferrara “ha avuto modo di esternare il suo atteggiamento estremista anche a soggetti minori d’età e di conoscere più in generale molti altri correligiosi”.

Oltre al caso specifico di Ferrara, Salvini teme che “l’esaltazione possa fare breccia nelle menti di giovani più o meno emarginati del mondo occidentale”. Perché “proclamare e inneggiare alla guerra santa nelle forme, nel momento storico e con i destinatari che hanno caratterizzato l’attività di Nicola Ferrara, significa istigare ad uccidere in nome della stessa”.

Nicola Ferrara era stato arrestato questa mattina a Torino, dove risiede, perché istigava i suoi interlocutori ad abbracciare la Jihad.

*ISIS è un gruppo terroristico vietato in Russia e molti altri paesi

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