19:56 13 Agosto 2020
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Le dichiarazioni della popolare giornalista e blogger che condanna il fermo e l'identificazione del figlio 15enne dopo che questi aveva apostrofato come "razzista e omofobo" il leader della Lega.

Che questa giornata tra Matteo Salvini e la giornalista Selvaggia Lucarelli fosse destinata a non andar bene si era capito fin dal primo mattino, quando la giornalista sulla sua pagina Facebook aveva accusato il senatore di essere "irresponsabile e bifolco" per non indossare la mascherina in pubblico, mostrando uno strafottente atteggiamento di disprezzo delle regole.

I due sono stati poi costretti a confrontarsi su un piano ancora più personale in seguito a una vicenda che ha coinvolto Salvini e Leon, il figlio 15enne della Lucarelli.

In un articolo su TPI condiviso sui suoi social network, la Lucarelli difende l'autonomia di pensiero e di azione di suo figlio in merito a delle critiche rivolte dall'adolescente a Salvini.

​Nel suo mirino, l'atteggiamento dell'ex Ministro degli Interni e il suo modo di comportarsi col giovanissimo Leon.

“(...) ha detto a Salvini che è razzista e omofobo, che usa gli immigrati per fare propaganda e lo ha detto senza aggredire o alzare la voce. Ho trovato squallide due cose: la prima è che Salvini abbia fatto il bulletto strafottente che fa finta di non ascoltare e gli abbia detto un ‘Ti voglio bene’, a cui Leon ha risposto ‘io no'”, scrive la Lucarelli.

La Lucarelli stigmatizza anche l'intervento della polizia, giudicato eccessivo nei confronti di un adolescente, che comunque "si è difeso benissimo da solo, non è traumatizzato".

“È stata una scena pietosa. Fermare un ragazzino di 15 anni per chiedergli i documenti dopo che civilmente aveva espresso le sue idee, costringendolo per giunta a dire nome e cognome in pubblico, visto che i documenti li aveva lasciati a casa, è un pessimo segnale. Il tutto mentre un tizio esagitato, adulto, alle sue spalle gli gridava ‘zecche!'”, aggiunge la giornalista del "Fatto quotidiano".

Il confronto tra il leader della Lega e il figlio della Lucarelli si era svolto nei pressi del centro commerciale Portello a Milano, dove era presente Salvini nei pressi di un gazebo della Lega. La vicenda è stata ripresa e messa sulla pagina Facebook del partito.

Si vede Leon cercare di attrarre l'attenzione di Salvini e accusarlo di essere razzista, omofobo e di strumentalizzare il tema dell'immigrazione a fini elettorali, parlando anche a nome delle tante persone di colore che ne sono vittime.

Il ragazzo affronta le guardie del corpo, la polizia e alcuni militanti della Lega.

L'adolescente ha inoltre lamentato l'assenza di libertà di espressione e, in seguito all'intervento dei poliziotti, ha ironizzato con un “mi è andata bene che non mi hanno arrestato”.

 

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