04:12 05 Dicembre 2020
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Questo è quanto si propone il Piano di Rilancio che sarà noto a settembre. Programmato a questo fine anche l'uso delle risorse attese dal Recovery Fund europeo.

Stando alla bozza del Piano di Rilancio, la cui forma definitiva dovrebbe essere resa nota a settembre, il governo punta a portare gli investimenti pubblici "almeno" al 3% del PIL per i prossimi 4 anni.

L'obiettivo è stato elaborato anche tenendo conto dei fondi attesi dal Recovery Fund europeo.

Questo è appunto quanto trapela dalla bozza del Programma Nazionale di Riforma 2020 (PNR) elaborata dal Ministero dell’Economia.

L'obiettivo di aumentare gli investimenti pubblici si inserisce nell'ambito di un trend già progressivo, poiché questi sono saliti da un minimo del 2,1%  del PIL nel 2017 e nel 2018 al 2,3% nel 2019.

Le proiezioni indicano un ulteriore aumento del rapporto fra investimenti pubblici e PIL al 2,5% nel 2020 e al 2,6% nel 2021.

L'aumento non è solo dovuto alla diminuzione della quota nominale stanziata per la pandemia ma anche all’aumento dei finanziamenti pluriennali previsti nella Legge di bilancio per il 2020

"Tali finanziamenti comprendono il Fondo per gli investimenti delle Amministrazioni Centrali (20,8 miliardi dal 2020 al 2034), il Fondo per il Green New Deal (4,24 miliardi per il periodo 2020-2023) e il Fondo per rilancio degli investimenti per lo sviluppo sostenibile e infrastrutturale dei Comuni (4 miliardi dal 2025 al 2034)", si legge nella bozza. 

A tali fondi vanno sommati quali relativi a dimensioni amministrative più locali. 

"A tali fondi si aggiungono, fra gli altri, i contributi assegnati ai Comuni per investimenti in progetti di rigenerazione urbana (8,5 miliardi nel 2021-2034) e per messa in sicurezza degli edifici e del territorio (8,8 miliardi nel 2021-2034), nonché alle Regioni (circa 3,3 miliardi nel 2021-2034) per interventi di viabilità e messa in sicurezza nonché per lo sviluppo di sistemi di trasporto pubblico".
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