20:02 13 Agosto 2020
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Dopo la conferma della Cassazione, che ha respinto il ricorso dei suoi legali, per l'ex primula rossa del banditismo sardo si riapriranno le porte del carcere.

Graziano Mesina è di nuovo in fuga, dopo che i giudici della Cassazione hanno confermato la condanna a 30 anni per traffico internazionale di droga, respingendo il ricorso presentato dai suoi legali. Secondo quanto riferisce l'Unione Sarda, Mesina ieri non si sarebbe presentato in caserma per l'obbligo di firma e quando i carabinieri sono andati a prelevarlo nella sua casa di Orgosolo, non l'hanno trovato. 

Ma l'avvocato dell'ex primula rossa del banditismo sardo, Maria Luisa Vernier, ha fatto sapere che l'ordine di esecuzione non è ancora stato ricevuto.  

"Non abbiamo ricevuto alcun documento da parte della Cassazione, nessun documento ufficiale. Nessun ordine di esecuzione", ha detto la legale all'agenzia Agi, aggiungendo che Mesina "vive a Orgosolo e non ha telefono".

Grazianeddu, così viene chiamato Graziano Mesina, dopo 40 anni di detenzione, aveva ottenuto la grazia nel 2004 dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Ma il 10 giugno era stato arrestato per traffico internazionale di stupefacenti e condannato a 30 anni. Secondo la Dda di Cagliari era al vertice di due gruppi criminali che operavano in diversi punti della Sardegna per l'approvvigionamento di droga. Nel 2019, decorsi i termini della custodia cautelare, ha ottenuto la scarcerazione. Mesina si è sempre proclamato innocente.

La storia di "Grazianeddu"

Potrebbe essere quindi di nuovo in fuga "Grazianeddu", l'ex bandito le cui evasioni hanno fatto leggenda nella storia del banditismo sardo. La prima, a 14 anni, quando venne arrestato per porto abusivo d'armi. Venne catturato poco dopo, e da allora ha scontato 40 dei suoi 71 anni di vita in carcere. 

La detenzione dell'ultimo "balente" è stata scandita da fughe rocambolesche, come quando si gettò da un treno mentre veniva trasportato al penitenziario di Sassari, nel 1962, oppure quando si allontanò dal carcere, nel 1985, per una fuga d'amore. 

Controverso fu il ruolo di Mesina durante il rapimento del piccolo Farouk Assam, nel 1992. Sostenne di aver fatto da intermediario per la liberazione del bambino, circostanza smentita dagli inquirenti. 

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Sardegna, Italia
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