22:22 21 Settembre 2020
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Confesercenti ha espresso preoccupazione per le rilevazioni Istat, segnalando che senza incentivi alle assunzioni, la situazione potrebbe peggiorare.

Confesercenti ha definito "preoccupante" il calo dell’occupazione registrato dall’Istat nel mese di maggio. Nel breve periodo, rileva l'associazione degli esercenti, il bilancio "potrebbe non migliorare". Per questa ragione chiede al governo sgravi per le assunzioni. 

"Le imprese del commercio, della somministrazione e dei servizi - segnala Confesercenti - sono in forte difficoltà". Senza un intervento dello stato, alla fine del periodo di cassa integrazione, "molti imprenditori rischiano di non aver altra alternativa che ridurre il personale".

"Siamo di fronte a una riduzione del lavoro che coinvolge tutti", proseguono gli imprenditori, riferendosi agli 89mila lavoratori autonomi letteralmente "spariti" nel trimestre, costretti a terminare l'attività a causa della crisi. Molti segnali, inoltre, allarmano sulla capacità di rimettersi in attività di molte aziende. 

"C’è bisogno di intervenire, e subito - incalza Confesercenti - per mantenere i livelli occupazionali. Per le imprese del turismo che riassumono il personale in cassaintegrazione è previsto un periodo di sospensione dei versamenti contributivi: una misura che andrebbe estesa anche agli altri comparti messi in crisi dall’emergenza Covid-19, dalla somministrazione al commercio".

I dati Istat sull'occupazione 

L'Istituto nazionale di statistica ha pubblicato giovedì i dati dell'ultimo trimestre sul tasso di occupazione che rilevano un preoccupante calo degli occuputi. 
In Italia il tasso di disoccupazione nel mese di maggio è salito, raggiungendo quota 7,8%, con un aumento di 1,2 punti percentuali. A rilevarlo è l'Istat, sottolineando da febbraio 2020 il numero degli occupati è calato di 500.000 unità.

A destare particolare preoccupazione è il dato relativo all'occupazione giovanile, salita al 23,5% (+2%).

Il calo dell'occupazione rispetto al mese di aprile (-0,4% pari a -84.000 unità) ha coinvolto in larga parte le donne (-0,7% a fronte dello 0,1% degli uomini), i dipendenti (-0,5%) e gli under 50.
Leggermente in controtendenza, invece, il dato relativo agli ultracinquantenni e alle partite IVA, che aumentano leggermente (+183.000).

 

Tags:
ISTAT, Lavoro, Italia
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