00:09 24 Ottobre 2020
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Il Consiglio della Presidenza del Senato ha deliberato all'unanimità per la desecretazione degli atti delle commissioni d'inchiesta parlamentari per far luce su vicende rimaste opache, come la strage di Ustica o il caso Moro.

Con la delibera di oggi verrà tolto il sigillo a importantissimi atti della commissione Stragi, istituita nella decima, undicesima, dodicesima e tredicesima legislatura. 

La documentazione desecretata riguarda alcuni dei casi più eclatanti della storia repubblicana, come la strage di Ustica, il caso Moro, il disastro del Vajont. 

"Oggi è il giorno della verità storica e della trasparenza: il Consiglio di Presidenza ha deciso all'unanimità di desecretare tutti gli atti delle commissioni parlamentari d'inchiesta fino al 2001. L'impegno è che lo stesso criterio sarà esteso nei prossimi lavori fino ai nostri giorni, affinché non rimangano più ombre e opacità", con queste parole la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha commentato la delibera del Consiglio di Presidenza del Senato, che ha votato all'unanimità per la desecretazione degli atti delle commissioni parlamentari d'inchiesta sino al 2001. 

"Avevamo preso l'impegno e la scorsa settimana, alla vigilia del quarantesimo anniversario della strage di Ustica, l'avevamo ribadito. Oggi il Consiglio di presidenza del Senato ha deliberato all'unanimità la desecretazione degli atti classificati fino al 2001. La speranza è che questi documenti, finalmente accessibili, possano dare un contributo alla verità su tante pagine della storia del nostro paese ancora oscure, a partire proprio da Ustica", ha dichiarato in una nota la vicepresidente del Senato e senatrice Pd, Anna Rossomando. 

Proteste dal centrodestra per la bocciatura di un emendamento, presentato dalla senatrice della Lega Tiziana Nisini, per estendere la desecretazione sino al 2018. 

 "Hanno votato tutti contro - ha commentato il vicepresidente e senatore leghista, Roberto Calderoli - . Alla faccia della sbandierata trasparenza. Persino i 5 stelle, stamattina c'erano tra gli altri Taverna e Bottici, hanno detto no a un'operazione che avrebbe fatto luce sugli atti dell'affare Mitrokhin e dell'uranio impoverito. Lo vadano a raccontare alle famiglie delle vittime e ai loro elettori. Che vergogna".
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