04:05 09 Luglio 2020
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Più di 93mila persone si sono rivolte per la prima volta alla Caritas nei mesi di lockdown. I nuovi poveri risultano essere il 34% del totale hanno chiesto aiuto.

Da marzo a maggio sono 450.000 le persone che si sono rivolte alla Caritas per ricevere sostegno e accompagnamento a causa delle difficoltà economiche e della riduzione o sospensione delle entrate reddituali. Il 61,6% sono famiglie italiane, circa 274.500 e di queste il 34% è composto da nuovi poveri, ovvero persone che hanno chiesto aiuto per la prima volta. A renderlo noto è la Caritas, in occasione dei 49 anni dalla sua fondazione. 

A rivolgersi ai centri Caritas, durante l'emergenza sanitaria, sono stati per lo più disoccupati in cerca di nuova occupazione, lavoratori in nero/saltuari/precari bloccati dalla pandemia e che non godono di ammortizzatori sociali, lavoratori dipendenti in attesa della cassa integrazione ordinaria, autonomi e stagionali in attesa del bonus 600/800 euro, pensionati e casalinghe. 

Dal monitoraggio effettuato sui dati raccolti in 169 Caritas diocesane, il 77,5% del totale, è stato registrato dal  95,9% delle Caritas partecipanti al monitoraggio un aumento dei problemi legati alla perdita del lavoro e delle fonti di reddito, difficoltà nel pagamento di affitto o mutuo.La Caritas evidenzia che i problemi economici sono legati a problemi di natura psicologica e sociale, come depressione, solitudine, disagio psicologico-relazionale, rinuncia/rinvio di cure e assistenza sanitaria.

Questo genere di problematiche non avrebbe investito solo gli adulti ma anche i ragazzi in età scolare, che hanno riportato difficoltà scolastiche spesso legate alla dad e all'assenza di dispositivi elettronici per poter seguire le lezioni. Sono oltre 3.000 le famiglie che hanno usufruito di attività di supporto per la didattica a distanza e lo smart working. 

Oltre agli adolescenti, la Caritas ha rilevato sofferenze e difficoltà tra individui anziani, portatori di handicap, senza dimora, vittime di violenza domestica, carcerati e i loro familiari. Infine aumenta la diffusione di usura, indebitamento e gioco d'azzardo. 

Tuttavia arrivano segnali positivi. Dalla fine del lockdown il 28,4% delle Caritas, dopo il forte incremento dello scorso monitoraggio, hanno registrato un calo delle domande di aiuto.

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Povertà, Coronavirus, Italia
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