22:48 12 Luglio 2020
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Coronavirus in Italia: riaprono i confini con l'Ue (95)
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La Procura della Repubblica di Bergamo riscrive la storia del nuovo coronavirus a Bergamo. Trovate ad Alzano 110 polmoniti sospette tra novembre 2019 e gennaio 2020.

Si diceva che ad aver portato il nuovo coronavirus era stata una partita di campionato di Serie A giocata a Milano contro il Valencia il 10 marzo del 2020 e invece la Procura della Repubblica di Bergamo sta portando alla luce un’altra verità.

Già a fine dicembre 2019 all’ospedale Pesenti-Fenaroli di Alzano Lombardo erano ricoverate 40 persone per virus non riconosciuti scrive La Repubblica.

Quei virus sconosciuti che in seguito sono stati tutti identificati con un solo nome: Sars-CoV-2.

Una verità drammatica, ma che va a confermare quanto svelato dall’indagine sulle acque reflue di Milano e Torino condotte dall’Istituto superiore di sanità (Iss): a Milano e Torino vi erano tracce del RNA del virus già il 18 dicembre 2019.

Il virus circolava da tempo in Italia e in contemporanea con la scoperta ufficiale da parte delle autorità sanitarie di Wuhan, avvenuta alla fine di dicembre del 2019.

Situazione sottovalutata

Secondo le prime indagini che il pool di magistrati di Bergamo sta conducendo sulla mancata zona rossa in Val Seriana e in particolare su Nembro e Alzano Lombardo, ci sarebbe stata una sottovalutazione del virus nell’area.

Il virus, è ormai chiaro dalle evidenze scientifiche, ha iniziato a colpire l’Italia ben prima che si conoscesse l’esistenza ufficiale del virus, ben prima che Cina e Oms ne ufficializzassero la scoperta, molto prima che il ministro della Salute Roberto Speranza dichiarasse lo stato di emergenza sanitaria nazionale.

Quelle polmoniti “strane”

Se ci si basa sulle polmoniti refertate nell’ospedale di Alzano Lombardo, 110 polmoniti sospette, la data presumibile di comparizione del nuovo coronavirus potrebbe essere anticipata a novembre 2019.

Da novembre 2019 a gennaio 2020 vi sono 110 polmoniti refertate e “strane”.

Se tralasciamo il periodo che precede la scoperta ufficiale del virus, invece, e ci concentriamo sulle date in cui il ministero della Salute emana le prime direttive, allo si scopre che il 22 gennaio il ministero suggerisce agli ospedali italiani di considerare polmoniti sospette tutte quelle che hanno un deterioramento improvviso nonostante il trattamento adeguato applicato, e anche se i pazienti non hanno viaggiato all’estero o sono entrati in contatto con persone provenienti dall’estero.

Il 27 gennaio, pochi giorni dopo, la circolare ministeriale cambia e consiglia ai presidi sanitari territoriali di prendere in considerazione come polmoniti sospette solo quelle che si potevano ricollegare a una storia di viaggi direttamente collegate alla Cina e a Wuhan.

Tutte le circolari sono state acquisite dai magistrati, i quali vogliono ora capire se il depotenziamento delle prime misure anti-covid abbiano avuto un qualche effetto sulla situazione esplosa nella bergamasca, se l’abbiano aggravata o meno.

Solo a Bergamo sono morte 670 persone.

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