22:34 12 Luglio 2020
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Dopo quasi 25 anni di dibattiti e polemiche, la legge che punisce l’omofobia, la transfobia e la misoginia approda alla Camera. Il testo base, che unifica 5 ddl a firma di Zan, Boldrini, Scalfarotto, Perantoni e Bartolozzi, verrà depositato domani. Quali sono i suoi principali contenuti?

Domani, martedì 30 giugno alle ore 18, presso la sala stampa della Camera dei deputati, verrà presentato il testo base della proposta di legge contro l'omotransfobia e la misoginia.

Saranno presenti Alessandro Zan (Pd), relatore del provvedimento, e i parlamentari che hanno firmato i disegni di legge poi confluiti nel testo base, gli onorevoli Boldrini, Scalfarotto, Perantoni e Bartolozzi.

La legge, che punta a modificare gli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, giunge finalmente a quasi venticinque anni di distanza dalla prima proposta presentata da Nichi Vendola nel 1996.

Il provvedimento amplifica la legge Mancino del 25 giugno 1993, includendo ai reati di discriminazione "razziale, etnica e religiosa" quelli basati "sul genere e sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere".

Ed è questa una delle novità della legge: vuole essere un nuovo strumento per combattere anche il sessismo e la misoginia. Un'estensione dei diritti e della salvaguardia di donne e di tutta la comunità LGBT.

In passato l'onorevole Zan ha anche ricevuto minacce di morte per il suo impegno a favore della legge. In risposta è arrivata la solidarietà di uno degli esponenti storici del movimento LGBT, Vladimir Luxuria. 

Critiche dalla CEI

Il provvedimento è stato criticato dalla Conferenza Episcopale Italiana, secondo la quale nella legislazione italiana sono già presenti tutti gli elementi per la tutela della persona. 

Un ulteriore riferimento alla comunità LGTB "rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui, più che sanzionare la discriminazione, si finirebbe col colpire l'espressione di una legittima opinione, come insegna l'esperienza degli ordinamenti di altre Nazioni al cui interno norme simili sono già state introdotte", ha aggiunto la CEI.

Risposta alla CEI da parte di Laura Boldrini, che ha accusato l'organizzazione di criticare il testo senza prima averlo letto, poiché l'interpretazione datane non è conforme ai suoi contenuti.

"La Cei ha sbagliato ad esprimere la sua avversità al testo, in modo così netto, prima ancora di leggere il testo base. Io non so chi abbia dato queste informazioni, errate, ai Vescovi. Ma chi lo ha fatto non ha reso un servizio alla collettività. La legge non colpisce chi diffonde idee. Bisogna ribadire che non è in discussione in nessuno dei testi la libertà di opinione. Non c'entra nulla il bavaglio alla libertà di pensiero, è fuori dal nostro perimetro", ha dichiarato l'ex Presidente della Camera.
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