23:51 12 Agosto 2020
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Il ministro Azzolina assicura una riapertura delle classi a settembre, con banchi ad uno di nuova generazione e ingressi scaglionati in chiave anti-assembramenti.

Il ministro della Pubblica Istruzione alle famiglie garantisce il rientro a scuola da settembre, con banchi ad uno e l’ingresso per fasce d’età in chiave anti-assembramenti.

E per quanto riguarda gli spazi che mancano, il ministro Lucia Azzolina assicura che si troveranno a partire dalle aule inagibili negli istituti scolastici chiuse da anni per mancanza di manutenzione.

Ma verranno individuati anche nuovi locali fuori da scuola, si pensa ai teatri e a i cinema. I vecchi edifici scolastici, quelli abbandonati per accorpare le classi nei decenni precedenti, verranno recuperati durante l’estate per essere pronti a settembre aveva annunciato il ministro in precedenti occasioni e ribadito anche dal ministro Speranza giusto ieri.

Grazie ai banchi singoli di nuova generazione, poi, si guadagneranno metri e innovazione nella didattica.

Al lavoro con i tavoli regionali

Le soluzioni immaginate per la scuola saranno messe in pratica con i tavoli tecnici regionali che sono già partiti, fa sapere il ministro della scuola.

Così dal primo settembre le scuole riapriranno per consentire corsi recupero per chi è rimasto indietro e corsi di potenziamento degli apprendimenti, mentre la scuola inizierà ufficialmente il 14 di settembre anche se le Regioni e le singole scuole hanno l’autonomia e sono quindi libere di scegliere date d’inizio differenti come già fatto dalla Regione Campania, dove le lezioni inizieranno il 24 settembre in aperto dissenso con la Azzolina.

Le critiche della presidente del Senato

In una intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati ha richiamato il governo a un ruolo più attivo e meno chiacchierato, a partire proprio dalla scuola che considera l’emblema della mancanza di strategia e concretezza del governo, dove a ripetizione si è parlato di: “riaperture totali, parziali, alternate, a gruppi, a turni”.

Quale il risultato secondo la Casellati? Che si è finito con lo “scaricare tutto sulle spalle delle regioni e dei presidi”.

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