10:10 29 Ottobre 2020
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L'anniversario di un evento che ancora oggi è una ferita aperta per il paese coincide la riapertura delle indagini volte a scoprirne la verità. Le reazioni del mondo politico in questi giorni di commemorazione e nuovi tentativi di far luce sull'accaduto.

Oggi ricorre il quarantesimo anniversario della strage di Ustica.

Una ferita dolorosa per l'Italia, una verità non ancora fatta sul crollo del DC-9 e la morte di tutti gli 81 membri a bordo tra equipaggio e passeggeri. 

Dopo il messaggio da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, giunto in mattinata, si sono susseguite le reazione degli esponenti politici italiani riguardo la dolorosa commemorazione.

Sul suo profilo Facebook il premier Giuseppe Conte ha ribadito e assicurato l'impegno del governo nel cercare di far luce sull'accaduto. 

Anche il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio tramite il suo account Twitter ricorda il doloroso evento esprimendo di pari passo la necessità che venga fatta giustizia.

​Il Presidente della Camera Roberto Fico si è recato al Museo per la Memoria di Ustica a Bologna, dove ha aperto il convegno "Cosa avremmo saputo noi di Ustica senza la stampa?". Al suo fianco il sindaco della città Virginio Merola e la politica di area progressista Daria Bonfietti, presidente dell'associazione dei parenti delle vittime della sciagura, in cui morì suo fratello Alberto.

​Il segretario nazionale del Partito Democartico, Nicola Zingaretti, più che sulla memoria si focalizza sulla necessità presente di fare giustizia.

​L'incidente aereo di Ustica avvenne appunto il 27 giugno 1980, alle 20:59.

Durante il volo Bologna-Palermo IH870, operato dall'aeromobile Douglas DC-9 della compagnia aerea Itavia, il velivolo perse il contatto radio con l'aeroporto di Roma-Ciampino, responsabile del controllo del traffico aereo in quel settore, per poi cadere nel mar Tirreno. Non è ancora fatta luce sull'accaduto, a partire dalla dinamica.

Una delle ipotesi più accreditate è quella di un involontario coinvolgimento dell'aereo in uno scontro militare che vedeva implicati Francia, Libia e Stati Uniti. Il DC-9 infatti si sarebbe trovato sulla traiettoria di un missile durante un conflitto a fuoco, venendone colpito. 

Recentemente tra le ipotesi è rispuntata la pista di un attentato terrorista, operato da una frangia libica del del Fronte popolare per la liberazione della Palestina.

Secondo i documenti presentati dal quotidiano La Stampa, un telegramma del colonnello Stefano Giovannone avrebbe avvertito il Sismi di un pericolo imminente relativo a operazioni contro obiettivi italiani proprio la mattina del disastro. 

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