12:21 11 Agosto 2020
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Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgee si dice sicura che sul dl Sicurezza si troverà l'accordo tra le forze politiche della maggioranza, per modificare le norme sui migranti che continuano a morire in mare.

Troveremo l’accordo sul decreto legge Sicurezza, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese è fiduciosa che anche questa volta M5s e le altre forze politiche che compongono la maggioranza troveranno il giusto compromesso politico per modificare il Dl sicurezza voluto da Salvini quando era lui il ministro dell’Interno.

“Io credo che un punto di contatto verrà fuori”, ha detto la ministra Lamorgese ai microfoni di Rai Parlamento, riporta RaiNews24.

Per quanto riguarda le modifiche da apportare ai testi dei due precedenti testi normativi che hanno affrontato l’argomento sicurezza in Italia e che comprendono anche le norme sulla gestione dei migranti, Lamorgese precisa che si toccherà “pochissimo l’aspetto della sicurezza” quello che si vuole fare invece è agire sui testi per modificare quella parte della normativa che riguarda l’immigrazione in Italia.

Protocollo di Malta o chiusura dei porti?

Mentre Lamorgese crede che dopo i mesi di chiusura bisogna ripartire rinforzando il protocollo di Malta portando dentro di esso altri Paesi europei che vogliano condividere il peso di Italia e Malta, il presidente del Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, Eugenio Zoffili (Lega), chiede la chiusura dei porti.

Zoffili il 30 giugno incontrerà il ministro Lamorgese a Palazzo San Mancuto. In quella data dirà tutto quello che ha visto con i propri occhi a Pozzallo, Porto Empedocle e a Lampedusa.

“Dopo quello che ho visto con i miei occhi e vissuto sul campo chiederò al ministro di chiudere immediatamente i porti”, ha detto. Chiederà anche l’invio di navi militari per imporre una sorta di blocco navale sul modello di quello spesso richiesto da Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia.

Altri 6 morti in mare

Venerdì 26 giugno davanti le coste libiche si è verificato un ennesimo naufragio con 6 morti. 95 persone a bordo di un gommone hanno lanciato un SOS captato e amplificato da Watch the Med – Alarmphone.

Mediterranea Saving Humans ha inviato la sua nave Mare Jonio rispondendo alla richiesta di soccorso, ma era troppo lontana dal punto in cui si trovava l’imbarcazione in difficoltà.

Mediterranea denuncia che sul loro radar vedevano anche altre navi come la nave della Marina militare italiana Bergamini, ma non è intervenuta e ha lasciato che fosse la guardia costiera libica a intervenire.

Il duro comunicato di Mediterranea

Nel comunicato Mediterranea, per voce della sua presidente Alessandra Sciurba ha scritto:

“Vediamo i libici dal radar di Mare Jonio ormai a pochissima distanza dal gommone in difficoltà, con 90 persone a bordo. A breve decine di persone tra cui un bimbo appena nato saranno catturate e portate alla tortura, con piena responsabilità dell’Italia che ha lanciato la segnalazione ma poi non è intervenuta”.

”Ci siamo diretti immediatamente verso le coordinate del gommone segnalate da Watch The Med – Alarmphone ma siamo ancora distanti, mentre si sta per compiere questo ennesimo crimine contro l’umanità pagato dai cittadini italiani attraverso i finanziamenti alla cosiddetta guardia costiera libica”, conclude la nota.

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Crisi dei migranti, migranti comunitari, espulsione migranti, redistribuzione migranti, Accoglienza dei migranti
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