04:22 30 Ottobre 2020
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I parenti hanno incontrato il premier per chiedere la revisione del processo. Impossibile, la risposta di Conte. Andranno in Germania per essere ricevuti dalla Cancelliera.

Il Presidente del Consiglio Conte assieme al ministro di Giustizia Bonafede e al sindaco di Torino, Chiara Appendino, ha ricevuto questa mattina a Palazzo Chigi una delegazione di parenti dei sette operai uccisi nel rogo Thyssen, in seguito alla concessione della semi-libertà dei due manager della società. 

I familiari chiedono una revisione del processo e delle pene emesse nei confronti di Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, condannati in via definitiva per omicidio colposo, ma che non sconteranno un giorno di carcere. 

“Il premier Giuseppe Conte ci ha consigliato di scrivere una lettera che porterà ad Angela Merkel quando la incontrerà nelle prossime settimane”, riferiscono i familiari delle vittime. "Conte ci ha detto - proseguono - che secondo lui la revisione del processo è difficile da ottenere, e che forse non si può fare. Speriamo che si riesca a risolvere il problema perché questi assassini non hanno fatto neanche un giorno di galera”.

I parenti delle vittime hanno annunciato l'intenzione di recarsi in Germania per incontrare Angela Merkel e il giudice che ha stabilito il regime di semi-libertà. 

Filippo Attili
Il premier Conte con i parenti delle vittime del rogo Thyssen

"Ancora non abbiamo il provvedimento relativo all'esecuzione della pena dei due manager tedeschi in Germania. Dobbiamo attendere questo provvedimento e conoscerne i dettagli, senza promettere nulla se non l'impegno massimo. Convocheremo l'ambasciatore tedesco, sentirò su questo il ministro Di Maaio, per chiedergli i dettagli di questa situazione che si è venuta a creare". Questo il commento del ministro Bonafede.

Il rogo Thyssen

L'incidente avvenuto allo stabilimento Thyssenkrupp di Torino il 6 dicembre 2007 provocò la morte di 7 operai che persero la vita a causa di un'esplosione. L'unico operaio sopravvissuto fu Antonio Boccuzzi.

Molte critiche furono mosse contro l'azienda sia perché alcuni degli operai coinvolti nell'incidente stavano lavorando da 12 ore, sia perché secondo le testimonianze di alcuni operai i sistemi di sicurezza non funzionarono (estintori scarichi, idranti inefficienti, mancanza di personale specializzato).

Nell'ambito dell'inchiesta a seguito dell'incidente, a carico dell'amministratore delegato Herald Espenhahn i pubblici ministeri formularono l'ipotesi di reato di omicidio volontario con dolo eventuale e incendio doloso, mentre altri cinque dirigenti furono accusati di omicidio colposo e incendio colposo, con l'aggravante della previsione dell'evento in seguito ad alcuni documenti ritrovati dalla Guardia di Finanza durante le investigazioni. Fu contestata l'omissione dolosa dei sistemi di prevenzione antincendio e antinfortunistici.

Dopo un primo processo il 15 aprile 2011, il 13 maggio 2016 la Cassazione confermò le condanne ridefinite in Appello, non accogliendo le richieste del sostituto Procuratore Generale che aveva chiesto di annullare la sentenza del 9 maggio 2015 per rimandare il procedimento in corte d'Assise.

Il 17 giugno scorso la procura della città tedesca di Essen ha concesso il regime di semilibertà ad Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz.

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