03:03 30 Ottobre 2020
Italia
URL abbreviato
0 31
Seguici su

Nell'ultimo periodo in diversi Paesi, tra cui la Germania, si sono registrati diversi focolai epidemici di Covid-19. Secondo l'Associazione delle Filiere Agroalimentari italiane, in Italia non c'è pericolo.

L'associazione di riferimento per la produzione avicola italiana, Unaitalia, in un recente comunicato ha preso le distanze da quanto sta avvenendo in diversi Paesi europei, dove i mattatoi si sono trasformati in nuovi focolai dell'epidemia di Covid-19.

A riferirlo a Bologna sono stati i produttori, riuniti per l'assemblea di Unaitalia.

Per il resto è stato confermato il buon andamento del settore a livello nazionale nel 201, con un aumento della produzione di carni bianche (+0,8% sul 2018) e dell'export (+4,2%), con un fatturato stabile rimasto stabile e pari ai 4,5 miliardi.

Secondo l'indagine eseguita dalla stessa Unaitalia le carni avicole restano le più consumate dalle famiglie italiane (35%) seguite dalle carni bovine (33%) e da quelle suine (20%). 

Nel corso del primo trimestre 2020 si è quindi avuta una forte crescita dei consumi sulle carni bianche (8,9%) e anche di uova (+14,1%) che risultano essere il prodotto più acquistato durante il lockdown.

Anche sul fronte dei consumi procapite le carni avicole hanno fatto registrare un lieve ma significativo aumento (+0,2% sul 2018 pari a 20,45 kg a persona), con una filiera decisamente apprezzata dagli italiani poiché basata sul made in Italy. 

Bene anche l'export, che ha a sua volta fatto segnare un aumento complessivo del giro di affari (+5%), con Germania, Grecia e Francia che restano i principali mercati per la carne bianca di produzione italiana.

Nel complesso, le aziende facenti riferimento a Unaitalia hanno fatturato 5,5 miliardi, dando un posto di lavoro a 64.000 persone,con 38.500 impiegati nella fase di allevamento e 25.500 in quella di trasformazione.

 

 

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook