10:00 29 Ottobre 2020
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La Corte Costituzionale ha preso una decisione storica per la tutela dei diritti degli invalidi.

La Corte Costituzionale, esprimendosi su una questione di legittimità sollevata dalla Corte d'Appello di Torino, ha stabilito che l'assegno di 285,66 euro, corrisposto per legge sotto forma di pensione agli invalidi totali, è "manifestamente inadeguato" a garantire "i mezzi necessari per vivere" e insufficiente a "soddisfare i bisogni primari della vita". Pertanto viola "il diritto al mantenimento e all'assistenza sociale,  riconosciuto dall'articolo 38 della Costituzione alle persone totalmente inabili al lavoro per grave invalidità".

In attesa del deposito delle motivazioni della sentenza, i giudici costituzionali affermano che il cosiddetto "incremento al milione", pari alla somma di 516,46 euro e riconosciuto nel trattamento pensionistico dalla legge 448 del 2011, "dovrà essere assicurato agli invalidi civili totali" con un reddito inferiore a 6.713,98 euro a partire dai 18 anni "senza attendere il raggiungimento del 60° anno di età, attualmente previsto dalla legge".

La sentenza della Consulta avrà effetto a partire dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. E' pertanto esclusa la retroattività della decisione. Il legislatore avrà la possibilità di "rimodulare la disciplina delle misure assistenziali vigenti, purché idonee a garantire agli invalidi civili totali l’effettività dei diritti loro riconosciuti dalla Costituzione".

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Corte Costituzionale, Italia
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