00:37 20 Ottobre 2020
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A poche ore dall'uscita della bozza per il Piano scuola 2020-2021, numerose sono state le reazioni da parte di docenti, dirigenti scolastici e dell'Anp, Associazione Nazionale Presidi, secondo i quali le linee guida non contengono indicazioni operative.

Nonostante per ora il Piano scuola 2020-2021 sia solo una bozza consegnata ai presidi, di fatto si attende la versione definitiva per giovedì, si sono già registrate le prime reazioni.

Il Piano fa leva su un ventaglio di strumenti di flessibilità ai quali i singoli istituti possono ricorrere grazie all'Autonomia scolastica, ma secondo quanto affermato dal preside di Anp in un'intervista a Repubblica, "non contiene indicazioni operative né definisce livelli minimi di servizio ma si limita a elencare le possibilità offerte dalla legge sull'autonomia, senza assegnare risorse ulteriori e senza attribuire ai dirigenti la dovuta libertà gestionale".

Per il presidente dell'Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli si tratta infatti di un documento alquanto generico, senza effettivi strumenti per realizzare in pratica quelle che sono le premesse teoriche. L'Anp aveva già presentato alcune richieste al Ministro dell'Istruzione attraverso una lettera in data 18 giugno.

"Ognuno di noi dovrà cimentarsi in un gioco degli incastri ridisegnando spazi, composizione delle classi, turnazione dei ragazzi e degli insegnanti. I nostri istituti non sono adeguati ad affrontare da soli questa situazione, mancano gli spazi e mancano i docenti" afferma Alessandro Artini dell’Associazione nazionale presidi.

Secondo i presidi anche i fondi stanziati sono importanti, ma inadeguati per via della destinazione:

Nella bozza delle linee guida si parla di un miliardo destinato al personale, ma più che ai docenti si fa riferimento agli Ata. Certo si tratta di un aiuto indispensabile, ma certo non si può pretendere che un custode passi un’ora intera a sorvegliare una classe in attesa che arrivi l’insegnante impegnato in un’altra lezione. Questa è follia" conclude Artini.

Domani protesta in 60 piazze italiane contro doppi turni e lezioni di 40 minuti

"Il documento dice l’esatto contrario di quello che chiediamo. In questo modo il governo punta a scrollarsi di dosso ogni responsabilità facendo ricadere tutto sui presidi, ma non si rende conto che farà un danno enorme ai nostri ragazzi. Imponendo turni, riducendo la didattica, prevedendo l’esternalizzazione di alcuni servizi e mettendo nello stesso gruppo alunni di prima e quinta elementare si perde ogni continuità nella programmazione didattica" afferma Costanza Margiotta, portavoce del comitato di genitori ‘Priorità alla Scuola’, il quale domani protesterà insieme ad insegnanti e genitori in 60 piazze d'Italia.

A tale manifestazione parteciperanno anche i sindacati come Flc Cgil a favore di un rientro a scuola in sicurezza a settembre con tutti gli strumenti necessari per affrontare il nuovo anno scolastico.

"La prima impressione è che manca del tutto la premessa più importante, che è quella degli investimenti. I soldi ci sarebbero, dai fondi strutturali senza vincoli già da adesso, alle risorse del Recovery fund a quelle del Mes. Il punto è che è questo il momento di decidere dove dirottarle e la scuola non può essere dimenticata. Per far ripartire a pieno ritmo gli istituti tra personale, interventi di edilizia e dispositivi di sicurezza, occorrerebbero almeno 2,9 miliardi di euro in più"  osserva Francesco Sinopoli, segretario generale della Flc Cgil.

La bozza del Piano scuola 2020-2021 presentata ieri indica, tra le linee guida presentate, turni differenziati e gruppi di studenti più piccoli. In ogni scuola sarà necessario organizzare gli spazi esterni e interni, per evitare raggruppamenti o assembramenti e garantire ingressi, uscite, deflussi e distanziamenti adeguati in ogni fase della giornata scolastica.

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