03:27 03 Dicembre 2020
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Salvatore Buzzi si sfoga ancora una volta e denuncia una Roma dove si fa impresa con mazzette e assunzioni. 'Sti papponi' li definisce in romanesco parlando a Radio Radicale.

Salvatore Buzzi, l’uomo che con Massimo Carminati hanno ideato il “Mondo di mezzo” a Roma, si sfoga su Radio Radicale dopo che l’accusa più grave di associazione mafiosa è stata esclusa da una sentenza della Cassazione.

“Sti papponi” li ho finanziati, dice Buzzi a Radio Radicale, non perché io li corrompevo ma perché “erano corrotti di loro”, come riportato da la Repubblica.

“Hanno detto che Roma era stata liberata” dopo il mio arresto ma la verità è che loro erano già corrotti e io in pratica dovevo sottostare alle loro richiese.

“Tutti mi chiedevano soldi, favori, assunzioni: è la realtà imprenditoriale a Roma, lo abbiamo visto con Parnasi, lo vedremo successivamente con qualche altro disgraziato, ma un imprenditore che fa impresa a Roma, nei servizi con il Comune di Roma si ritrova con persone da assumere, manifestazioni da sponsorizzare”, questo lo sfogo di Buzzi che suona come una vera e propria denuncia dello stato di corruzione e malaffare che egli dice di essere presente a Roma e negli uffici amministrativi della Capitale.

Sono stato anche bravo

“L’entità delle corruzioni ammontano a 65mila euro, su un fatturato di 180 milioni. Allora dico, non è giusto corrompere, pagare tangenti, ma se io pago 65mila euro di tangenti su un fatturato di 180 milioni sono stato bravo e lo rivendico”.

Insomma, il ragionamento di Buzzi è che siccome il sistema era marcio di suo, io mi sono dovuto solo adeguare, anzi, se sono riuscito a pagare solo 65mila euro di tangenti su un volume di affari così alto mi è andata anche bene.

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inchiesta Mafia Capitale, Processo Mafia Capitale, Mafia Capitale, Salvatore Buzzi
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