00:30 24 Ottobre 2020
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Coronavirus in Italia: riaprono i confini con l'Ue (119)
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In Italia il 41% della popolazione è poco intenzionata a vaccinarsi contro Covid-19 se dovesse rendersi disponibile un vaccino. Il campanello d'allarme lanciato da un sondaggio della Cattolica.

Nonostante nel mondo siano morte oltre 460mila persone a causa del nuovo coronavirus su 8,6 milioni di contagiati, il 41% degli italiani non ha alcuna o poca intenzione di vaccinarsi se si dovesse realmente rendere disponibile un vaccino in grado di proteggerci contro la pandemia da Covid-19.

Questo è il risultato del sondaggio realizzato da EngageMinds Hub, centro di ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Una buona porzione di italiani si conferma quindi popolo di no-vax, anche se il vaccino e in generale i vaccini nel corso della storia hanno contribuito a salvare milioni di vite.

I più no-vax sono gli italiani del Centro Italia con una quota del 43% di persone che non si vaccinerà contro Covid-19 e il suo virus.

Gli anziani sono la fascia demografica che più di tutte è propensa a fare il vaccino, solo il 29% di questi dice che non ha molta o poca intenzione di vaccinarsi.

Anche i giovani fino a 34 anni sono più propensi a vaccinarsi, in questo caso il 34% dice di no.

I più dubbiosi sono gli italiani e le italiane tra i 35 e i 59 anni di età, qui il 48% ha risposto che non vuole vaccinarsi.

C’è da aggiungere che il sondaggio si basa su di un campione di 1.000 abitanti, rappresentativi della popolazione italiana con metodologia Cawi, tuttavia la curiosità spinge a chiedersi che risultati potrebbe avere la medesima indagine se si prendesse come campione rappresentativo un numero nettamente più consistente.

I fatalisti

C’è una porzione di italiani che si possono considerare fatalisti, per questi non c’è cura o vaccino che tenga: “Se dobbiamo morire, moriremo”.

Il 57% dei fatalisti non si vaccinerà, perché il contagio è qualcosa che va oltre le loro capacità di controllo.

I responsabili

Vi è invece una quota di italiani che si considera responsabilizzata di fronte a quanto sta avvenendo e crede che vaccinarsi sia una forma di prevenzione per la propria salute, ma anche di tutela degli altri.

L’egoismo

Se poi consideriamo l’aspetto individualista, ebbene in questo caso l’egoismo prorompe e il 71% degli intervistati si dimostra evitante verso l’ipotesi di vaccinarsi durante un ipotetico programma di vaccinazione nazionale contro Covid-19.

Avremo il vaccino, ma chi lo farà?

Questa indagine ha inteso suonare un campanello d’allarme. Se presto dovessimo avere un vaccino disponibile contro Covid-19, una grande fetta di italiani non lo farà.

Il team di studiosi che ha condotto l’indagine consiglia di iniziare sin da subito una campagna educativa e di sensibilizzazione, ma chissà che non si dovrà arrivare alla coercizione come fatto con i genitori di quei bambini che non avevano alcuna intenzione di vaccinare i propri figli prima del loro ingresso a scuola.

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