00:34 24 Ottobre 2020
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Tra gli indagati nell’inchiesta risultano i magistrati Luigi Spina, Corrado Cartoni, Gianluigi Morlini, Paolo Criscuoli e Antonio Lepre, tutti consiglieri del Consiglio superiore della magistratura (Csm). Tutti costoro erano stati deferiti dal collegio dei probiviri, ma a differenza di Palamara si sono dimessi dall’Anm.

Con un voto quasi all'unanimità, con 1 solo voto di astensione, i magistrati hanno deciso di espellere dal sindacato di categoria l'ex pm di Roma Luca Palamara, che è stato giudicato "colpevole". Da notare che dal 2008 al 2012 lo stesso Palamara era stato il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, in un periodo in cui lo scontro tra magistratura e politica aveva raggiunto il massimo, con Berlusconi che governava e le sue leggi "ad personam".

L'espulsione di Palamara non è stata esente da una coda polemica. Lo stesso giudice, imputato di corruzione a Perugia, aveva chiesto di essere sentito dai colleghi prima di decidere, proposta respinta.

"Mi è stato negato il diritto di parola, nemmeno nell'Inquisizione", ha dichiarato Palamara mentre aspettava la decisione dell'Anm.

A sua volta Luca Poniz, pm milanese oggi al vertice dell'Anm, avrebbe detto che "esiste una gigantesca questione morale che riguarda il senso stesso della magistratura", citato dall'Ansa.

L’espulsione è legata all’incontro del magistrato in un albergo romano con consiglieri del Csm e politici di spicco dell’ex governo Pd, con cui sarebbero state discusse le nomine dei vertici di alcune procure italiane tra cui quella di Roma.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, così commenta la notizia su Twitter: "Un primo segnale di cambiamento è stato dato, ma non basta. Una profonda riforma della Giustizia, civile, penale e amministrativa, è fondamentale per rilanciare l’Italia. Tempi certi dei processi, certezza della pena, separazione delle carriere: la Lega è pronta".

“La Magistratura deve necessariamente impegnarsi a recuperare la credibilità e la fiducia dei cittadini, così gravemente messe in dubbio da recenti fatti di cronaca”, aveva detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla cerimonia commemorativa del quarantesimo anniversario dell’uccisione dei magistrati Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, e del trentennale dell’omicidio del giudice Rosario Livatino di giovedì 18 giugno.

Lo scandalo Palamara

Il caso Palamara è tornato alla ribalta mediatica in seguito a delle nuove pubblicazioni di intercettazioni di chat, risalenti al 2018, acquisite nell'inchiesta, dove deve rispondere dell'accusa di corruzione nell'ambito di un'indagine della Procura di Perugia. Secondo gli inquirenti avrebbe favorito con nomine Fabrizio Centofanti, poi arrestato nel 2018 per frode fiscale, in cambio di viaggi e regali. 

In particolare dalle chat è emersa l'avversione di Palamara contro il leader della Lega Matteo Salvini, quando era alla guida del Viminale: aveva chiesto di attaccarlo relativamente alla questione degli sbarchi di migranti sulle navi delle Ong. 

Inoltre dalle intercettazioni risulta che l'ex presidente dell'Anm avrebbe insultato anche i suoi colleghi togati, come il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, a capo della procura antimafia del capoluogo calabrese. 

"Purtroppo è un matto vero, va fermato, non può continuare così", si legge in un'intercettazione.

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Giustizia, magistratura, Italia
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