01:35 28 Ottobre 2020
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Il latitante fantasma Matteo Messina Denaro sempre più isolato. Arrestati altri due suoi messaggeri dalla polizia e perquisita la casa dell'anziana madre.

La scorsa notte la polizia di Trapani ha effettuato due arresti, si tratta di due “messaggeri” di Matteo Messina Denaro, il latitante fantasma sparito nel giugno del 1993.

In realtà i due messaggeri sono già noti alle inchieste giudiziarie di questi anni che provano a ricostruire la catena di relazioni e protezioni di cui il latitante gode. Giuseppe Calcagno di 46 anni e Marco Manzo, arrestati la scorsa notte, sono i fedeli uomini dell’anziano capomafia di Mazara Vito Gondola, ora asserviti a Messina Denaro.

La polizia ha effettuato numerose perquisizioni e tra le abitazioni oggetto delle perquisizioni vi era anche quella dell’anziana madre del latitante. A casa della signora gli investigatori hanno trovato un ritratto del latitante con la corona in testa e gli occhiali con i colori della bandiera della Germania.

Latitante ma attivo

Messina Denaro è un boss della mafia latitante da 27 anni esatti ma non ha perso il suo contatto con la realtà locale. Come dimostra un “pizzino” intercettato dagli investigatori questi ha tentato una estorsione ai danni di proprietari di terreno a cui ha chiesto di vendere.

Terra bruciata intorno al latitante

I magistrati e gli investigatori riportano che questo è un altro duro colpo alla rete di supporto del latitante.

Tuttavia già in passato la rete aveva subito colpi ben più duri eppure essa ha saputo resistere e ricostituirsi a protezione del latitante fantasma, il latitante dei misteri e che avrebbe tanto da raccontare per anni.

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Mafia, Messina Denaro
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