08:29 02 Dicembre 2020
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La risposta su Twitter alle parole del Presidente della Regione Campania che aveva definito il leader della Lega “tre volte somaro, sciacallo e cafone”.

Le regole ancora in corso per evitare gli assembramenti e garantire la distanza sociale non sono state prettamente osservate a Napoli e nel resto della regione Campania la sera del 17 giugno in occasione dei festeggiamenti per la conquista della Coppa Italia, primo trofeo assegnato in questa stagione calcistica anomala, ottenuta dal Napoli di Rino Gattuso si danni della Juventus dell’ex Maurizio Sarri.

Matteo Salvini ha così stigmatizzato il comportamento del Presidente della Regione Campania De De Luca, accusandolo di non aver saputo vigilare sui migliaia di tifosi in piazza durante la trasmissione Mattino 5, di cui era ospite. Il leader della Lega ha affermato di essere stato attaccato in passato per i suoi selfie (come in passato ha fatto lo stesso De Luca) mentre invece c’era qualcosa di più importante su cui vigilare.

La replica di De Luca non si è fatta attendere, prima annunciata su Facebook e poi giunta nel consueto appuntamento video sulla stessa piattaforma con cui il presidente della Regione Campania fa il punto della situazione sul coronavirus.

Oltre a ricordare che il compito di far rispettare le norme di sicurezza è compito del Ministero degli Interni e del prefetto e non del Presidente della Regione, De Luca ha ritenuto i commenti di Salvini frutto della sua indole allo sciacallaggio e del suo razzismo mai sopito nei confronti del Sud Italia. Come contraltare ha fatto riferimento agli incidenti occorsi nel 2017 a Torino dopo Juventus-Real Madrid, oltre che a stigmatizzare le violazioni delle norme di sicurezza avvenute nelle serate di movida in diverse città del nord. Per giunta non avvenute in presenza di una vittoria calcistica che dovrebbe rendere più comprensibile e tollerabile l’infrazione di certi divieti.

“A Milano, se avesse vinto l’Inter, avremmo avuto l’ira di Dio. Senza nessuna vittoria calcistica a Milano abbiamo registrato assembramenti ai Navigli e fenomeni di movida scapigliata, come a Vicenza. E nessuno ha chiesto al governatore del Veneto Zaia che pensasse o che facesse. Tutte le persone di buon senso sanno che quello che è successo a Napoli sarebbe accaduto ovunque per una vittoria sportiva significativa. Ma, siccome l’episodio è capitato a Napoli, il cafone ha ritenuto di fare dei commenti”.

Oltre a queste osservazioni, De Luca ha condito il suo intervento video con il suo solito linguaggio colorito, apostrofando Salvini con epiteti quali appunto “tre volte somaro, sciacallo e cafone”. Oltre a specificare le ragioni politiche per cui ha apostrofato tre volte Salvini come asino, De Luca ha sottolineato anche il perché lo definisce uno sciacallo:

“(…) siamo davvero di fronte ad atti di volgare sciacallaggio. Se noi avessimo adottato lo stesso criterio di strumentalità, avremmo dovuto dire parole di fuoco nei confronti di altre realtà e di sistemi sanitari del Nord, dove si sono registrati morti a migliaia”.

Puntualmente è arrivata la contro-replica del leader del Carroccio, che aveva già definito De Luca un "poveretto" intervenendo a 7 Gold. Salvini a sua volta accusato De Luca di non rispettare i morti, invitandolo a ripulire le strade di Napoli e riaprire gli ospedali della città da lui chiusi in precedenza.

E in poi ha aggiunto che De Luca è "ultimo" dei suoi problemi.

​È da tempo che tra i due politici non corre buon sangue e le accuse e contro-accuse si seguono da tempo.

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