02:28 01 Novembre 2020
Italia
URL abbreviato
130
Seguici su

Hanno bruciato oltre 380 tonnellate di rifiuti speciali provenienti da cantieri navali e dalle industrie del trapanese. I Carabinieri hanno arrestato tre persone.

Padre e figlio, rispettivamente di 66 anni e 32 anni, hanno bruciato nelle campagne agricole di Marsala e di Mazara del Vallo in provincia di Trapani oltre 380 tonnellate di rifiuti speciali risparmiando 800mila euro sui costi necessari per il corretto smaltimento di tali rifiuti.

La tecnica messa in campo, scoperta dalle indagini dei Carabinieri a seguito di denunce, si basava sulla scelta oculata del campo agricolo da utilizzare per lo sversamento dei rifiuti e conseguente combustione degli stessi, al fine di non lasciare alcuna traccia.

I due uomini, finiti agli arresti domiciliari, erano coadiuvati da un loro dipendente di origine rumena. I tre agivano con il favore delle tenebre e facevano precedere l’automezzo con cui trasportavano i rifiuti da un’auto staffetta che si assicurava l’assenza sul territorio di pattuglie delle forze dell’ordine.

I tre bruciavano prevalentemente plastica, gomma, rifiuti derivanti da cantieristica navale e da attività industriali. I materiali bruciati generavano gas nocivi che persistevano nell’aria anche per più giorni consecutivi.

I sequestri

I Carabinieri del comando per la tutela ambientale di Trapani hanno sequestrato beni per un valore totale stimato in 1.650.000 euro, tra cui 2 impianti di trattamento e recupero rifiuti, l’automezzo usato per il trasporto dei rifiuti, l’autovettura usata da staffetta, 4 aree usate per gli smaltimenti illeciti, capannoni e carri gru.

Correlati:

Carabinieri Forestali in Campania sequestrano 20 tonnellate di pellet contaminato
Attentato stazione Carabinieri, arrestato il responsabile
Carabinieri oscurano 14 siti di vendita per farmaci anti-Covid-19
Tags:
carabinieri, Ambiente
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook