11:34 21 Ottobre 2020
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Dopo un consiglio di fabbrica a conclusione dello sciopero, i sindacalisti hanno annunciato la rottura dei rapporti con ArcelorMittal. Usb continua a scioperare.

Continua l'agitazione dei lavoratori Ex Ilva, per nulla soddisfatti dell'esito dell'incontro con i ministri avvenuto ieri. Usb ha proclamato altre 24 ore di sciopero e chiede l'estromissione di ArcelorMittal dai tavoli, nella prospettiva di una nazionalizzazione degli impianti di Taranto.

"Crediamo che il prossimo incontro, nella settimana entrante, si prendano delle decisioni. E l'unica decisione che il governo può prendere è quella di allontanare ArcerlorMittal e chi oggi rappresenta AMI, quindi Lucia Morsello", dichiara a Sputnik Italia Franco Rizzo, Usb Taranto. 

"Noi crediamo che quella fabbrica, in questo momento ridotta a un colabrodo, - prosegue - debba essere gestita direttamente dallo Stato con la la nazionalizzazione". Rizzo definisce un paradosso "dare i soldi pubblici, 2 miliardi di euro, a una multinazionale che non ha fatto nulla di quanto sottoscritto in sede ministeriale, prendendosi gioco di tutto e di tutti".

La rottura con AM

Fiom, Fim e Uilm hanno deciso l'interruzione dei rapporti industriali con ArcelorMIttal, poiché "ritengono non più perseguibile un confronto con la dirigenza di AMI". La decisione è stata presa in seguito a un consiglio di fabbrica, avvenuto a conclusione delle 24 ore di sciopero nella mattinata di martedì 10 giugno. 

La decisione arriva dopo il confronto avvenuto ieri con i ministri Patuanelli, Gualtieri e Catalfo, un incontro che ha lasciato scontenti i rappresentanti dei lavoratori, che ritengono inaccettabili  "i continui rinvii da parte del governo che non affronta i nodi cruciali della stessa vertenza". 

Le sigle sindacali chiedono l'intervento delle istituzioni e della politica locale, sollecitando il presidente della  Regione Puglia a convocare con urgenza un consiglio regionale con tutti i soggetti interessati alla vertenza ex ILVA.

L'insoddisfazione per la video conferenza tra governo e sindacati, indetta dal ministro Patuanelli per illustrare ai rappresentanti dei lavoratori il piano industriale di ArcelorMittal inviato al Mise venerdì 5 giugno, ma non ufficializzato alle sigle sindacali, è stata esplicitata a conclusione dell'incontro avvenuto martedì 9 giugno. 

"Dal Governo non è arrivata nessuna risposta su come intende procedere in questa grave situazione di abbandono degli stabilimenti e di crisi occupazionale", ha dichiarato in una nota Anna Re David, segretaria generale Fiom-Cgil.

"Nessuna risposta su quale progetto - prosegue - anche alternativo di ingresso dello Stato, con quante e quali risorse, tendendo anche conto di quelle che possono essere messe a disposizione dal Green New Deal. Come pure nessuna risposta alla richiesta del tavolo sulla siderurgia".
I sindacati ribadiscono la validità dell'accordo del settembre 2018, a garanzia della continuità occupazionale, del livello degli investimenti produttivi e della questione ambientale. 

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