09:51 29 Ottobre 2020
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I sindacati chiedono al governo il rispetto dell'accordo del 6 settembre 2018, che prevede 10.700 occupati, più la clausola di salvaguardia per i lavoratori Ilva in amministrazione straordinaria.

"I contratti valgono, valgono gli accordi e vanno rispettati", dichiara Anna Re David, segretaria generale di Fiom Cigl. "Non conosciamo i dettagli dell'accordo fatto dal Governo il 4 marzo scorso. Ma sappiamo che quell'accordo ha effetti sull'occupazione, perché non c'è la clausola di salvaguardia".

La Fiom chiede il rispetto dell'accordo del 6 settembre 2018, per garantire la continuità occupazionale. 

"Non sappiamo i contenuti del nuovo piano presentato da ArcelorMittal. L'azienda non ha cambiato sostanzialmente posizione da settembre dell'anno scorso. Già a settembre del 2019 l'ad Morselli, appena insediata, chiedeva circa cinquemila esuberi. Gli stessi numeri di esuberi che si prospettano ora. L'azienda non si è mai spostata da quei numeri", fa notare la Re David.

Secondo Fiom con gli esuberi "la pandemia del Covid-19 non c'entra nulla" ma "è uno strumento di pressione in più che viene utilizzato", afferma la sindacalista.
I rappresentanti dei lavoratori chiedono garanzie occupazionali, su investimenti produttivi e ambientali.

"Non possiamo arrivare a novembre in questa condizione di incertezza riguardo al possibile rilancio industriale di tutti i siti produttivi e alla riconversione ambientale di Taranto. Gli attuali livelli produttivi sono al minimo storico, rischiano di aggravarsi drammaticamente le condizioni di sicurezza e salvaguardia di tutti gli impianti".

"Il Governo - prosegue - dice che il nuovo piano è inaccettabile, ma vogliamo sapere cosa significa concretamente. Il Governo deve chiarire l'assetto proprietario e gli investimenti e dare garanzie sull'occupazione dei lavoratori ArcelorMittal e di quelli Ilva in amministrazione straordinaria. Negli stabilimenti la situazione è esplosiva: non è più gestibile in questo modo sul piano delle relazioni industriali”.

Gualtieri: "Non esistono soluzioni semplici"

Il governo comprende "il sentimento dei sindacati e siamo naturalmente vicini ai lavoratori in sciopero", ma se "non bisogna utilizzare il coronavirus come un pretesto, ma non si può dire che il covid non abbia avuto un impatto sull'economia", ha controbattuto Gualtieri alla Re David. 

"Il Governo è impegnato da tempo per rilanciare Ilva, lo fa dentro una prospettiva ambiziosa e non semplice, che è quella di ricollocare il rilancio di Ilva dentro il New Green Deal europeo, è una sfida, non esistono soluzioni semplici", ha detto. "Bisogna considerare l'impatto del covid ma senza mettere in discussione questi obiettivi ambiziosi che ci siamo dati", precisa.

Patuanelli: "Non possiamo retrocerede"

"Non possiamo retrocedere rispetto a produzione siderurgica italiana", interviene Patuanelli, assicurando che "lo Stato farà la sua parte" e l'accordo con i sindacati è parte integrante. L'intenzione strategica sarà quella sostenere la produzione sostenendo la domanda di acciaio.

"Non c'è da parte del governo nessuna intenzione di portare avanti proposta di Mittal", garantisce il ministro, e la ragione dell'assenza dell'azienda all'incontro è "perché del  piano presentato non si può nemmeno discutere". 

Il ministro ha rinviato alla prossima settimana un nuovo incontro con ArcelorMittal.

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Ilva, Italia
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