14:04 14 Agosto 2020
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Il giorno di protesta è stato proclamato dai sindacati degli insegnanti Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda per chiedere maggiori garanzie sul prossimo anno scolastico.

Un anno scolastico difficile minato dalla pandemia si è concluso con uno sciopero generale degli insegnanti e manifestazioni di piazza in tutta Italia, da nord a sud, per protestare contro il dl Scuola del ministro Azzolina, che non soddisfa il personale docente. 

​Gli insegnanti scioperano per la sicurezza nei locali scolastici, contro il sovraffollamento delle classi pollaio e contro l'incertezza di una didattica a turni o a distanza, soprattutto nelle scuole di ordine inferiore. Chiedono maggiori finanziamenti, ritenendo insufficiente la cifra di 1,4 miliardi di euro prevista dal governo, "una cifra già insufficiente prima della pandemia, figurarsi ora che i problemi e i bisogni sono cresciuti in modo esponenziale".

​Una giornata di sciopero per la sicurezza nelle scuole, costellata da una serie di manifestazioni condotte all'insegna della sicurezza, nelle varie città italiane, davanti ai cancelli degli istituti, per evitare l'assembramento di una grande e unitaria manifestazione nazionale. A chiamare la mobilitazione di oggi le sigle Fcl Cgil, Cisl Scuola, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda Unams, "per rivendicare investimenti e garanzie per la ripresa delle lezioni a settembre in presenza e in sicurezza", si legge in un comunicato sindacale. 

Sul fronte delle assunzione i docenti chiedono la stabilizzazione del personale precario, potenziamento del personale docente e Ata. Insoddisfazione anche per l'assunzione del personale docente tramite concorso e non per titoli. 

"Lanciamo un forte segnale politico in nome della sicurezza. Per la ripresa della scuola a settembre occorrono risorse ben superiori rispetto a quelle attualmente disponibili", dice Rino di Meglio, segretario Gilda, in un post pubblicato sulla pagina Facebook del sindacato docenti. "Dal Governo nessuna risposta alle questioni poste dai sindacati per il rientro a scuola a settembre".

In seguito alla proclamazione dello sciopero dell'8 giugno, il garante ne aveva chiesto la revoca per violazione del termine di preavviso e della regola di intervallo tra due scioperi. 

In una nota pubblicata da Gilda, i sindacati hanno respinto le richieste dei commissari poiché  "vengono meno a loro parere i motivi alla base dell’obbligo di preavviso di 15 giorni, legati esclusivamente alla necessità di comunicare alle famiglie quali livelli di servizio si preveda di poter erogare, anche sotto il profilo della custodia e vigilanza sui minori. Non essendovi oggi questa esigenza, che sussiste unicamente per la scuola, i sindacati ritengono sufficiente il preavviso di dieci giorni previsto in via generale per i pubblici servizi".

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sciopero, Scuola, Italia
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