10:29 29 Ottobre 2020
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Nei prossimi giorni avrà il via il testing dell'App Immuni per il tracciamento delle positività in quattro Regioni Italiane.

Da oggi parte la sperimentazione in quattro Regioni d'Italia dell'applicazione Immuni, peraltro già attiva e scaricabile su tutto il territorio nazionale. Ad annunciarlo è il ministro dell'Innovazione Paola Pisano, ai microfoni di 'Unomattina' su Rai1:

"L'app è stata accolta bene dai cittadini, che ne hanno apprezzato la semplicità di utilizzo e anche l'utilità. Ad oggi è stata già scaricata da più di 2 milioni di persone", ha spiegato.

La Pisano ha poi invitato a scaricare l'app Immuni, definita "utile in questo momento di ripresa delle attività, per muoversi in sicurezza e diminuire la probabilità di nascita di focolai improvvisi e soprattutto per tutelare noi stessi e le persone a noi care".

E' stato inoltre specificato che "attraverso l'app possiamo anche avvisare le persone con le quali viviamo, ad esempio sul posto di lavoro o che incontriamo perché magari prendiamo insieme a loro l'autobus".

"Maggiore è il numero delle persone che scarica l'app e maggiore è la possibilità che si sia avvisati qualora si entri in contatto con un caso positivo", ha inoltre osservato la Pisano, sottolineando come l'app sia stata "sviluppata nel pieno rispetto della normativa sulla privacy italiana ed europea".

"Abbiamo promosso anche una normativa, all'interno del governo, che oggi è alla valutazione del Parlamento e mi auguro che ci sia una convergenza tra maggioranza e opposizione quanto prima", ha proseguito.

Al via i test in quattro Regioni

Come già anticipato, i test sul funzionamento del contact tracing di Immuni, ovvero della capacità di poter rintracciare eventuali persone positive con le quali siamo entrati in contatti, avrà il via in quattro Regioni: Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia.

Nei giorni scorsi tali sperimentazioni hanno avuto il via libera da parte del Garante della Privacy.

Le polemiche sull'immagine sessista

In precedenza l'applicazione era finita nell'occhio del ciclone a causa di alcune polemiche relative ad un icona, definita sessista, che ritraeva una mamma con un bambino e l'uomo al lavoro davanti al suo computer.

Tale immagine è stata in seguito modificata, in seguito alle pesanti critiche ricevute, specialmente da parte di alcuni deputati del Partito Democratico.

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