00:37 20 Ottobre 2020
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Va in archivio anche l'ultima domenica senza pallone per il lockdown dovuto al Coronavirus. Tra pochi giorni gli italiani, a distanza e davanti alla tv, torneranno ad uno dei loro passatempi preferiti. Che cosa se ne fanno i tifosi di questo campionato in fase 2? Il parere d chi di solito va allo stadio.

Il calcio italiano riprenderà ufficialmente con le semifinali di ritorno di Coppa Italia: il 12 giugno Juventus-Milan ed il 13 giugno Napoli-Inter. Successivamente, il 17 giugno a Roma è in programma la finale del torneo. 

Il campionato di Serie A ritornerò il 20 e 21 giugno, con i recuperi di quattro partite della venticinquesima giornata rinviati a febbraio: Torino-Parma, Verona-Cagliari, Atalanta-Sassuolo e Inter-Sampdoria.

Una cosa è certa, senza concerti ed altri eventi di massa, il calcio in tv e per pochi (forse) allo stadio riempirà le calde serate dell'estate di molti. Valvola di sfogo, strumenti di distrazione delle masse, oppure c'è chi veramente ha sentito la mancanza di gol, polemiche, classifiche processi, in questi mesi di stop.

Lo abbiamo chiesto a chi il calcio delle tv, dei soldi, degli scudetti e delle coppe lo vede dal basso e da lontano. I tifosi della Gradinata Sud dell'Albenga, protagonisti del reportage "Ultras", vincitore del primo premio nella categoria Sport al concorso internazionale di fotografia Stenin 2018.

Molte tifoserie italiane si sono opposte alla ripresa del campionato e del calcio professionistico. Qual'è il vostro punto di vista?  

Intanto iniziamo dicendo che rispettiamo le opinioni di quelle tifoserie che hanno aderito alla protesta contro la ripresa del campionato. Per quanto riguarda il nostro pensiero invece, siamo a favore della ripresa del campionato con le dovute precauzioni, riaprendo gli stadi non solo agli addetti ai lavori,ma anche ai tifosi, sopratutto in questo momento in cui dati epidemiologici sono in forte calo; sempre nel rispetto di chi, come noi, ha vissuto tragici momenti con parenti e amici deceduti in questa pandemia.

Si è parlato sempre del "grande calcio". In che modo il Covid ha investito il mondo del calcio dilettantistico?

Il Covid ha secondo il nostro pensiero già causato forti danni e se la mala gestione della pandemia continuerá ancora a influire sulle nostre categorie recherà danni sportivi ed economici ancor maggiori. Si parla anche di possibili fallimenti o mancate iscrizioni ai futuri campionati. A differenza del calcio professionistico, il campionato della Lega Nazionale Dilettanti è stato fermato definitivamente e non riprenderà.

© Sputnik . Aleksey Filippov
Due tifosi guardano da casa una partita a porte chiuse della Bundesliga tedesca

Si ha la sensazione che quello che vedremo nei prossimi due mesi sarà un calcio "finto", a fruizione unicamente televisiva. Paradossalmente, non pensate che questa situazione possa favorire un ritorno alle origini, al calcio di provincia? 

Il calcio professionistico per noi negli ultimi 15 anni è sempre stato finto,a causa dei troppi interessi televisivi,che hanno di fatto svuotato gli stadi,riuscendo anche a cambiare il pensiero del tifoso medio.

Discorso a parte per le tifoserie delle categorie minori: noi come tifosi dell’Albenga, ci auguriamo che la gente torni a seguire la squadra della propria città, tornando ad amare un calcio privo di interessi, che per noi è il vero calcio popolare.

Ci rendiamo conto che,in questo periodo,ci sono persone che hanno lavorato senza sosta,a loro va il nostro grazie ma ora è il momento di ripartire.

Gli ultras dell'Albenga fotografati da Andrea Alai
© Foto : Andrea Alai
Gli ultras dell'Albenga fotografati da Andrea Alai
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