09:36 31 Ottobre 2020
Italia
URL abbreviato
0 30
Seguici su

La saturazione delle sale operatorie destinate ai trapianti ha portato il personale medico a dover mettere in atto alcune delle più moderne tecniche di preservazione degli organi.

E' accaduto alle Molinette, nella Città della Salute di Torino, dove i medici sono riusciti ad effettuare con successo il trapianto di un fegato che era stato tenuto in vita artificialmente per oltre 23 ore in seguito alla morte della donatrice, intervenuta a causa di un infarto improvviso. A riferirlo è il quotidiano La Stampa.

Per riuscire a conservare l'organo, il personale medico ha utilizzato delle apposite macchine da perfusione, impiegando alcune tra le più innovative tecnologie di preservazione attualmente esistenti.

In una nota, l'ospedale Molinette ha definito il successo una reale innovazione in ambito trapiantologico, osservando come tale operazione si sia resa necessaria in quanto le equipe erano già impegnate in due trapianti di fegato e due di reni.

Pertanto si è reso necessario il posizionamento degli organi della donatrice all'interno dei sistemi di preservazione, dove sono stati tenuti in vita grazie all'immissione di sangue umano, con il fegato che è stato trattato e tenuto in vita altre per un totale di 23 ore attraverso 'perfosione normotermica'.

Per quanto concerne i reni, spiegano gli esperti, essi sono stati conservati in perfusione ipotermica ossigenata, ad una temperatura di 12 gradi e tramite l'aggiunta di ossigeno, impiegando uno speciale macchinario da perfusione per un totale di 10 ore.

I tre trapianti sono dunque perfettamente riusciti ad opera delle equipe del Centro Trapianti di Fegato, supervisionato dal professor Renato Romagnoli e dal dottor Roberto Balagna e del Centro Trapianti di Rene, guidata invece dal professor Luigi Biancone, dal dottor Aldo Verri e dal professor Paolo Gontero. Tutti i pazienti sono stati già dimessi.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook