01:12 30 Ottobre 2020
Italia
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Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)
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Lezioni frontali organizzate in più aule e con orari più lunghi, ma anche didattica a distanza per stranieri e fuori sede. Ecco come partirà l'anno accademico 2020-2021.

Durante l'epidemia di coronavirus, l'università italiana non si è fermata. "Il numero esami e laureati non è cambiato rispetto allo scorso anno". Lo ha detto il ministro dell'Università, Gaetano Manfredi intervenendo a Sky tg24.

"Da settembre ripartiremo con le lezioni università in presenza ma consentiremo anche un'integrazione con una didattica a distanza" per fuorisede e per studenti stranieri, spiega il ministro. Le lezioni si terranno regolarmente nelle aule. 

"Plexiglass nelle aule universitarie? No, non ci stiamo pensando. Pensiamo invece all'allungamento dell'orario per le lezioni e a un maggior numero di aule. Ci sarà dunque una diversa organizzazione". Le lezioni su diversi turni e la dad serviranno ad evitare il sovraffollamento di alunni nelle classi e a chi sarà impossibilitato a raggiungere fisicamente le aule, come gli studenti che vivono in altre regioni o all'estero. "Non dobbiamo lasciare indietro nessuno", garantisce Manfredi. 

Estensione no tax area

E' previsto un intervento sulla no tax area, l'azzeramento delle tasse universitarie per chi ha redditi inferiori a 20 mila euro di reddito Isee. Tra i 20 -30 mila euro di reddito sono previsti sconti "molto importanti" e "interventi specifici gestiti dalle singole università per intercettare le famiglie che hanno subito un calo di reddito improvviso e non fotografato dall'Isee", illustra Manfredi. 

Inoltre "abbiamo incrementato il fondo per le borse di studio universitarie - prosegue - per fare in modo che ci sia un allargamento della modalità di accesso. Stiamo lavorando con la conferenza Stato-Regioni. Poi ci saranno dei bonus per colmare il digital divide". "Sulla ricerca ci sarà inoltre un impegno importante, un grande piano finanziato dal governo", ha aggiunto.

Infine si pensa ad una semplificazione per accedere all'abilitazione professionale. 

"Dopo aver cominciato con Medicina stiamo cercando di trasformare le lauree in lauree abilitanti in maniera tale che l'esame di laurea sia contemporaneamente un esame di Stato per l'accesso alla professione. Pensiamo a Odontoiatria, Farmacia e Veterinaria che già prevedono nel loro ordinamento molti tirocini. Presenterò questo disegno di legge nelle prossime settimane in Parlamento ma mi auguro che dal prossimo anno sia una realtà"

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Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)
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Ricerca, università, Italia
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