13:14 08 Luglio 2020
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I magistrati vaticani hanno interrogato venerdì e poi arrestato il broker Gianluigi Torzi in relazione a un caso di alto profilo di transazioni finanziarie sospette con immobili stranieri che hanno coinvolto alcuni impiegati della Segreteria di Stato del Vaticano, ha riportato ieri il Servizio Stampa della Santa Sede.

Il servizio stampa ha affermato che il mandato di arresto di Torzi è stato emesso in relazione a "una storia ben nota riguardante l'acquisizione di proprietà immobiliari a Londra, in cui era coinvolta una rete di società che coinvolgeva alcuni funzionari del Segretariato di Stato".

Secondo queste informazioni, Torzi è stato accusato di estorsione, appropriazione indebita, truffa aggravata e autoriciclaggio. In conformità con le leggi vaticane, il broker rischia fino a 12 anni di carcere. Attualmente, è detenuto in un edificio speciale della caserma della gendarmeria del Vaticano.

Uno scandalo che circonda transazioni finanziarie sospette che coinvolgono l'acquisizione di immobili costosi a Londra è scoppiato in Vaticano all'inizio di ottobre 2019. Questa è una indagine senza precedenti sull'abuso di fondi per investimenti stranieri. Nel caso compaiono funzionari influenti della Curia romana, incluso il Segretario di Stato.

Parlando il 15 febbraio alla tradizionale cerimonia di apertura dell'anno giudiziario del Vaticano, Papa Francesco ha menzionato "transazioni finanziarie sospette che vanno male con la natura e gli obiettivi finali della Chiesa e hanno causato disorientamento e preoccupazione nella comunità dei credenti".

Nell'ambito delle indagini su questo caso, nell'ottobre dello scorso anno, sono stati sequestrati dei documenti in alcune unità del Segretariato di Stato e dell'Autorità di Informazione Finanziaria (AIF). Per ordine speciale del capo della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani, cinque influenti funzionari della Curia romana sono stati rimossi dai loro incarichi, tra cui Mons. Mauro Carlino della Segreteria di Stato e il Direttore del fondo d'investimento alternativo Tommaso Di Ruzza. Tuttavia, il documento firmato da Giani è stato subito pubblicato dai media, dopo di che il capo della gendarmeria è stato costretto a dimettersi.

Nel febbraio di quest'anno, le autorità competenti del Vaticano hanno sequestrato "documenti e dispositivi di informazione" da un altro eminente prelato clericale, Alberto Perlasca, che in passato era a capo del dipartimento amministrativo del primo dipartimento del Segretariato di Stato. Quindi, il servizio stampa della Santa Sede ha osservato che queste azioni sono state eseguite dopo i primi interrogatori di persone sotto l'inchiesta nel caso degli investimenti sospetti.

Gli investimenti e le speculazioni

Si trattava di un giro di affari enorme avvenuto tutto all'insaputa di Papa Francesco che non aveva nulla a che fare con le finalità della Chiesa. Pare che le perdite per la Santa Sede siano intorno ai 300 milioni, e secondo i magistrati si tratta del peggior scandalo finanziario mai verificatosi nel Vaticano.

Lo scandalo gira attorno all'acquisto di un immobile a Londra, al 60 di Sloane Avenue, che doveva servire come investimento per assicurare la somma investita nel mattone. Tuttavia questo edificio era stato venduto prima di tutto a un prezzo molto più alto di quello reale, nonostante l'alto valore, infatti il sovrapprezzo, secondo quanto riportato dai magistrati vaticani, era andato  a finanziare un fondo appartenente a Raffaele Mincione, che aveva venduto l'edificio. Dunque tra le operazioni gestite ad Mincione con i soldi vaticani ci sono l'acquisizione di un bond emesso da una azienda, Time and Life Sa (appartenente allo stesso Mincione) e di azioni della Bpm

Quindi il Vaticano oltre a perdere 18 milioni di euro sull'immobile rispetto al valore iniziale con il deprezzamento delle quote del fondo, la Santa Sede avrebbe versato altri 40 milioni di euro a Mincione per acquisire l'intera proprietà del palazzo per risolvere il problema. Ed è qui che Gianluigi Torzi sarebbe subentrato a fare da intermediario, girando l'affare a suo vantaggio ed estorcendo dalla segreteria di Stato 15 milioni di euro.

Dunque secondo quanto affermato dai magistrati la Santa Sede avrebbe sborsato oltre 350 milioni di euro per un palazzo che la Time and Life di Raffaele Mincione aveva acquisito, nel 2012, per 129 milioni di sterline.

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