15:31 16 Luglio 2020
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Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)
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Prima l’accusa del Codacons alla raccolta fondi del rapper, poi l’accusa del rapper alla raccolta fondi del Codacons, seguono stracci che volano, la notifica di querela del Codacons e infine la risposta ironica di Fedez su Twitter.

“Sempre bello ricevere queste onorificenze per aver cercato di dare una mano in un momento difficile”, ha scritto Fedez sul suo account Twitter postando anche la foto della notifica della querela ricevuta dal Codacons.

Una querela per altro non da poco, le accuse sono - diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati.

​Ma come si è arrivati a questo?

In realtà le chiare antipatie tra l’Associazione dei Consumatori e il rapper e influencer, iniziarono più di due mesi fa quando la Codacons gettò sospetti sulla raccolta fondi dei ‘Ferragnez', la nota coppia di influencer Fedez + la moglie Chiara Ferragni, a favore dell'ospedale San Raffaele di Milano. Secondo la Codacons vi erano dubbi sulle commissioni imposte dalla piattaforma GoFundMe utilizzata dalla coppia per la raccolta fondi, al che il rapper milanese aveva spiegato che quella piattaforma fosse la più usata al mondo per quel tipo di attività, che funzionasse così, e che comunque quelle commissioni non sarebbero certo andate a lui e la moglie. Fedez però non si era limitato solo a difendersi, bensì aveva rilanciato la posta accusando a sua volta il Codacons di aver a propria volta lanciato una campagna per una raccolta fondi, anch’essa per combattere il coronavirus, ma che in realtà, secondo lui, non sarebbe servita ad altro se non produrre fondi per l’associazione stessa.

“Lanciano una raccolta fondi per il Coronavirus, ma finanziano solo se stessi. Codacons sta spacciando sul loro sito una campagna di raccolta fondi apparentemente ‘contro il coronavirus’ quando basta cliccare sul banner per scoprire che le donazioni servono a sostenere SOLO loro stessi. Ma è possibile che nessuno intervenga?”, così si era espresso sul suo profilo Twitter Fedez, scatenando l’ira dei fan che, secondo la Codacons istigati, commentarono in maniera veemente.

Il presidente del Codacons Carlo Rienzi, aveva risposto alle contro accuse in maniera non meno piccata dicendo: “Intanto dobbiamo ringraziare questo signore, che credo sia un cantante, ma non ne sono certo, perché stiamo ricevendo moltissime donazioni da tanti che non sapevano si potesse fare ed ora grazie a lui lo sanno. Fedez non ha capito niente, noi raccogliamo fondi per le denunce, diffide, ricorsi in questo momento di emergenza. Sono già 42 le cose fatte e sì, sono fondi a sostegno del Codacons, ma per l’emergenza Coronavirus”.

E così tra una twittata e una instagrammata di troppo e l’altra, si è arrivati all’escalation finale. Ora Fedez dovrà comparire in tribunale per difendersi dalle accuse ma non prima di aggiungere ancora dell’altro, sempre via social, come quando su instagram ha recentemente scritto:

“Viviamo in un paese fantastico, dove Irene Pivetti con una Onlus fantasma riesce magicamente a farsi dare dallo Stato 15 milioni di euro in anticipo per produrre mascherine che parrebbero farlocche, e chi costruisce una terapia intensiva da zero per dare una mano si becca 100 querele in un giorno. È fantastico, un paese in cui tutto è possibile. Il fottutissimo sogno italiano. Non ci ho capito proprio un cazzo. Perché per cercare di dare una mano senza pretendere nulla, neanche una pacca sulla spalla, ci ho guadagnato cinque anni che perderò in tribunale ad intasare i pubblici uffici, perché un’associazione che faceva una raccolta fondi spacciata per aiuto al coronavirus ha deciso che non sono al livello della loro moralità. Mi viene da ridere”.

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