16:14 23 Settembre 2020
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Il primario del San Raffaele di Milano è tornato sulle sue parole circa l'emergenza Covid-19, facendo anche previsioni su una possibile seconda ondata in autunno.

Protagonista di grandi polemiche per le sue parole sul Covid-19, il primario di terapia intensiva del San Raffaele di Milano, Alberto Zangrillo, ha rilanciato il suo pensiero in diretta a Quarta Repubblica, parlando delle possibilità di una seconda ondata del virus nei prossimi mesi:

"Non sono Nostradamus, non ho la sfera magica. E' come dire che a Sant'Ambrogio a Milano nevicherà. Noi immaginiamo che la seconda non ci possa essere: sappiamo che i Betacoronavirus che abbiamo conosciuto in precedenza non hanno fatto danni in autunno. Speriamo che questo Betacoronavirus particolarmente fastidioso si comporti allo stesso modo. Nessuno può dirlo, il virus ci ha già sorpreso una volta, speriamo lo faccia positivamente in autunno", ha dichiarato il primario.

Zangrillo ha poi voluto rispondere alle critiche, piovute da più parti, sulle sua dichiarazioni circa una scomparsa clinica del SARS-CoV2 in Italia:

"Io ho il massimo rispetto del comitato tecnico scientifico, alcune puntualizzazioni personalmente mi sono sembrate indigeste, soprattutto quando sembrava ci fosse una netta divisione tra gli scienziati e coloro che sono dei poveri clinici o dei poveri virologi d'ospedale. Io ho semplicemente detto la verità ho detto quello che tutti i rianimatori e tutti i clinici di Italia osservano e cioè che l'evidenza clinica, la malattia provocata dal virus, è inesistente. Questa cosa ha fatto scalpore, a qualcuno probabilmente è dispiaciuto".

Il primario del San Raffaele ci tiene poi a precisare ancora una volta le sue parole, ritornando sulla questione di un'eventuale mutazione del virus:

"Io non ho detto che il virus è mutato, non è mutato. Non ho detto che si è attutito o è inesistente, ho osservato ciò che accade, poi di chi è merito non lo so".

Ad oggi, spiega ancora il professore "noi vediamo altri numeri, numeri positivi, che ci danno ragione e dicono che stiamo probabilmente vincendo la nostra battaglia. Oggi ho sorriso quando la professoressa Capua nell'interpretare le mie affermazioni ha detto che 'no, non è il virus ma noi che ci siamo comportati meglio'. Va bene, può darsi che siamo noi che ci siamo comportati meglio. Allora invoco tutti i ragazzi che ci stanno ascoltando: fatelo per me, continuate per un po' a fare i bravi, a mettere la mascherina, perché se le cose dovessero peggiorare, io vengo fatto fuori, quindi per favore fatelo per me".

In chiusura, Zangrillo si è soffermato sul tema della paura suscitata dalla diffusione del virus, da lui già trattato anche nel precedente intervento:

"La paura era giustificata e dev'essere giustificata, io ho avuto molta paura. Ora così come siamo stati bravi e veloci ad affrontare la crisi e l'emergenza, secondo me dobbiamo essere capaci di modificare il nostro comportamento mano a mano che il tempo passa. Noi dobbiamo uscirne e se continuiamo a comportarci così siamo sulla buona strada".

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