08:42 04 Luglio 2020
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Nella serata di ieri il presidente Sergio Mattarella ha tenuto un discorso in occasione della Festa della Repubblica.

In occasione della festa della Repubblica, ieri sera il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è rivolto alla nazione, con il suo tradizionale discorso istituzionale:

"L'Italia in questa emergenza ha mostrato il suo volto migliore. Sono fiero del mio Paese", ha esordito il capo dello stato, lanciando poi un appello "all'unità morale", da anteporre a quella "politica".

Mattarella ha auspicato un ritorno allo spirito costituente, affinché si possa uscire da "un incubo globale" dal quale è possibile uscire "soltanto insieme", proprio come nel 1946, alla fine del secondo conflitto mondiale.

Il presidente si è dunque rivolto alla politica, invitando le forze di maggioranza e opposizione "a trovare le tante ragioni di uno sforzo comune, che non attenua le differenze di posizione politica né la diversità dei ruoli istituzionali" e a far sì che "le sofferenze provocate dalla malattia" non vengano "brandite gli uni contro gli altri".

L'invito di Mattarella è quello di mettere in campo "un impegno comune contro un gravissimo pericolo che ha investito la nostra Italia sul piano della salute, economico e sociale".

"C'è qualcosa che viene prima della politica e che segna il suo limite: qualcosa che non è disponibile per nessuna maggioranza e per nessuna opposizione: l'unità morale, la condivisione di un unico destino, il sentirsi responsabili l'uno dell'altro. Una generazione con l'altra. Un territorio con l'altro. Un ambiente sociale con l'altro. Tutti parte di una stessa storia. Di uno stesso popolo", ha proseguito il presidente.

In seguito, il capo dello stato ha voluto quindi tessere le lodi di quanti in questi mesi hanno lavorato in prima linea per combattere contro l'avanzata del virus, ovvero gli operatori medico-sanitari:

"Siamo orgogliosi di quanto hanno fatto tutti gli operatori della sanità e dei servizi essenziali che, spesso rischiando la propria salute, hanno consentito all'intera nostra comunità nazionale di respirare mentre la gran parte delle attività era ferma", ha detto Mattarella.

Uno sguardo al futuro

Per quanto riguarda il futuro, il presidente della Repubblica ha sottolineato la "crescente volontà di ripresa e di rinascita, civile ed economica" del Paese, indicando come modello per uscire dall'incubo proprio la nascitga della Repubblica, avvenuta il 2 giugno di 74 anni fa:

"Segnava anch'essa un nuovo inizio. Superando divisioni che avevano lacerato il Paese, per fare della Repubblica la casa di tutti, sulla base dei valori di libertà, pace e democrazia. Forze politiche, che erano divise, distanti e contrapposte su molti punti, trovavano il modo di collaborare nella redazione della nostra Costituzione, convergendo nella condivisione dei valori e principi su cui fondare la nostra democrazia".

Il ruolo dell'Europa

In conclusione, Mattarella ha sottolineato il ruolo dell'Europa nella ripresa dell'Italia:

"L'Europa ha ritrovato l'autentico spirito della sua integrazione. Nessun Paese avrà un futuro accettabile senza l'Unione europea. Neppure il più forte. Neppure il meno colpito dal virus", ha dichiarato il Presidente.

Quest'oggi il presidente della Repubblica si recherà a Codogno, luogo simbolo della pandemia, per rendere omaggio a tutte le 33.475 vittime del Covid-19 in Italia.

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