14:24 02 Luglio 2020
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Minimizza le sue affermazioni, acquisite con un trojan dalla magistratura, su Salvini e gli sbarchi: non c'era volontà di offendere, ma tutelare i magistrati di Agrigento finiti sotto attacco.

"Ho anticipato il Covid, chi ha attuato il distanziamento sociale con me si è salvato”, queste le parole con cui si è difeso il pm Luca Palamara, ex presidente Anm, che ospite da Giletti a Non è l'Arena, commentando il terremoto nella magistratura scatenato da alcune intercettazioni acquisite dalla magistratura e pubblicate dalla stampa. 

Palamara era finito al centro di polemiche in seguito alla pubblicazione di alcune intercettazioni prive di rilevanza penale, riguardanti delle chat sul telefono cellulare, tramite un trojan. In queste conversazioni il magistrato aveva utilizzato parole molto forti nei confronti dell'allora ministro degli Interni, Matteo Salvini, con un collega. 

Nella frase "Salvini va attaccato" detta a un collega nell'agosto 2018, durante il braccio di ferro tra Viminale e Procura di Agrigento, "Non c'era la volontà di offendere Salvini", spiega Palamara,  piuttosto l'intenzione di schierarsi a sostegno dei magistrati agrigentini. 

La nomina di Basentini

Durante il suo intervento il pm si è soffermato anche sul caso delle nomine al DAP, su cui nelle scorse settimane era intervenuto il pm Nino Di Matteo, proprio durante il programma di Giletti, chiamando in causa il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. 

"Sono a conoscenza di un rapporto stretto tra il dottor Pucci e il dottor Basentini e tra il dottor Pucci e il ministro Bonafede", ha dichiarato. "Basentini è sempre stato vicino alla nostra area culturale", ha aggiunto, specificando di non essere a conoscenza delle modalità con cui Bonafede ha nominato Basentini al posto di Di Matteo. 

“È troppo facile dire che sia stato Luca Palamara a fermare Di Matteo. - ha proseguito, sempre sulla situazione all'interno della magistratura - Il sistema delle correnti si accordò su nomi diversi, e quella decisione fu ratificata dal plenum. Una sorta di manuale Cencelli e Di Matteo venne pretermesso".

La replica di Matteo Salvini

Il leader della Lega ha replicato alle dichiarazioni rilasciate domenica sera dal dott. Palamara. 

"Da Palamara dichiarazioni surreali. - ha scritto in un tweet - A me e agli italiani non interessano le scuse tardive o le parole, interessano i fatti: magistrati promossi per appartenenza politica (quasi sempre di sinistra) e non per bravura, processi infiniti, innocenti in galera e colpevoli fuori: è urgente una riforma vera della Giustizia, ma per farla servono un governo e un ministro capaci di farla".

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