13:57 08 Luglio 2020
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Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)
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L'applicazione potrà essere scaricata su tutto il territorio nazionale, ma l'utilizzo sarà avviato in via sperimentale da quattro regioni: Liguria, Marche, Abruzzo e Puglia.

Debutto per app Immuni, che dal pomeriggio di lunedì primo giugno potrà essere scaricata sugli smarthphone dagli store di Google e Apple. Il download potrà essere effettuato su tutto il territorio italiano, ma i tracciamenti via app saranno operativi solo in quattro regioni che hanno deciso di dare il via alla sperimentazione. 

Una prima fase di test precederà il rilascio a livello nazionale. Le regioni che hanno aderito alla prima fase sperimentale sono: Liguria, Marche, Abruzzo e Puglia.

"Se qualcuno arriva in Puglia potremmo chiedergli la cortesia, non l’obbligo, di segnalare la propria presenza e di tenere memoria dei contatti", ha commentato il governatore della Puglia, Michele Emiliano.

A cosa serve

La app servirà ad allertare le persone entrate in contatto con un positivo, per consentire l'immediata quarantena e avviare tempestivamente, laddove ce ne sia bisogno, il protocollo sanitario di cure. Il tracciamento, non obbligatorio, servirà a rompere la formazione di eventuali catene di contagio ed evitare una nuova ondata epidemica. 

Alcune regioni, come la Sicilia, intendono vincolare l'ingresso dei turisti a un sistema di tracciamento, in modo da consentire gli spostamenti in sicurezza. Tuttavia non è chiaro se nel protocollo del governatore Nello Musumeci sia inclusa l'adesione all'app Immuni in una fase successiva. 

Come funziona

L'utilizzo dell'app dovrà coniugare l'esigenza di sicurezza e prevenzione alla tutela della riservatezza dei cittadini, soprattutto in materia di informazione personale sensibile, come quella relativa alle condizioni di salute. 

L'utilizzo potrà avvenire in forma anonima o sotto pseudonimo, in modo da salvaguardare l'identità dell'utente. Le informazioni raccolte dall'app non saranno centralizzate ma resteranno nei dispositivi personali di chi utilizza il tracciamento digitale. Gli utenti saranno avvertiti nel caso di contatto con un positivo, senza che l'identità di questi venga rivelata. Tutti i dati saranno cancellati entro il 31 dicembre 2020. 

L'introduzione dell'app ha generato alcune polemiche proprio per il timore che i dati personali degli italiani venissero concentrati nelle mani di una società privata straniera. Nel mesi di aprile il Copasir, invocato dalla senatrice Anna Maria Bernini, presidente del gruppo di FI al Senato, aveva convocato in audizione il ministro della Salute, Roberto Speranza, e dell'Innovazione, Paola Pisano, per chiarire la presenza di capitali cinesi nella società che metterà a disposizione l'applicazione per il tracking dei contatti. 

 

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Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)
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Coronavirus, Italia
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