01:54 13 Luglio 2020
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Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)
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Il primario del San Raffaele di Milano afferma la cessata esistenza del Covid-19 dal punto di vista clinico, affermando che ora si tratta di terrore nei confronti del Paese. Ciò ha scatenato la reazione di numerosi esperti, tra cui Luca Richeldi e Franco Locatelli.

Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele di Milano e direttore della terapia intensiva, ha dichiarato durante un collegamento nella trasmissione "Mezz'ora in più" di Rai 3 la cessata esistenza del virus Covid-19 dal punto di vista clinico. Un affermazione subito definita "potente" che ha provocato la reazione di altri membri della sfera scientifica italiana.

"Mi viene veramente da ridere. Oggi è il 31 di maggio e circa un mese fa sentivamo gli epidemiologi dire di temere grandemente una nuova ondata per la fine del mese/inizio di giugno e chissà quanti posti di terapia intensiva ci sarebbero stati da occupare. In realtà il virus, praticamente, dal punto di vista clinico non esiste più" dichiara fermamente Zangrillo durante il programma.

Zangrillo aggiunge poi che non si tratta di un'idea solo del San Raffaele, ma che la sua opinione si basa anche su uno studio fatto dal virologo e direttore dell'Istituto di virologia, professor Clementi, lo dice, insieme alla Emory University di Atlanta, il professor Silvestri. Di fatto, secondo quanto afferma il primario del San Raffaele, i tamponi eseguiti negli ultimi 10 giorni hanno una carica virale dal punto di vista quantitativo assolutamente infinitesimale rispetto a quelli eseguiti su pazienti di un mese, due mesi fa.

"Terrorizzare il Paese è qualcosa di cui qualcuno si deve assumere le responsabilità, perché i nostri pronto soccorso e i nostri reparti di terapia intensiva sono vuoti e perché la Mers e la Sars, le due precedenti epidemie, sono scomparse per sempre e quindi è auspicabile che capiti anche per la terza epidemia da coronavirus" ha concluso Zangrillo.

Richeldi: "Virus ancora in circolo, sbagliato dare messaggi fuorvianti"

"E' indubitabilmente vero e rassicurante il fatto che la pressione sugli ospedali si sia drasticamente ridotta nelle ultime settimane. Non va scordato che questo è il risultato delle altrettanto drastiche misure di contenimento della circolazione virale adottate nel nostro Paese. [...] E' bene ricordare che la circolazione virale è un processo dinamico, per cui la gradualità e la cautela nella ripresa delle attività economiche e sociali devono rimanere la nostra priorità. Soprattutto alla luce delle riaperture del 3 giugno" ha commentato le parole di Zangrillo Luca Richeldi, direttore di Pneumologia al Policlinico Gemelli di Roma e membro del Comitato tecnico-scientifico.

Della stessa opinione anche il direttore dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma Giuseppe Ippolito che ribadisce l'assenza di prove sul fatto che il virus del Covid-19 sia mutato, rendendo necessaria la continua prudenza e la riapertura graduale del Paese. 

Sconcertato Franco Locatelli, "Persiste la circolazione del virus, basta guardare i numeri"

"Non posso che esprimere grande sorpresa e assoluto sconcerto per le dichiarazioni rese dal Professor Zangrillo con frasi quali il "virus clinicamente non esiste più" e che "Terrorizzare il Paese è qualcosa di cui qualcuno si deve prendere la responsabilità". Basta semplicemente guardare al numero di nuovi casi di positività a SARS-CoV-2 che vengono confermati ogni giorno per avere dimostrazione della persistente circolazione in Italia del nuovo coronavirus", ribatte Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità.

Secondo gli ultimi dati della Protezione civile, il numero complessivo dei casi di Covid-19 in Italia ha raggiunto i 233.019, con un'aumento di 355 unità. Nell'ultimo giorno sono morte 75 persone, con un bilancio complessivo delle vittime di 33.415. Nelle ultime 24 ore sono guarite 1.874 persone, portando il totale a 157.507. Il numero di pazienti attualmente positivi al Coronavirus scende ad un totale di 42.075, con un calo di 1.616 unità.

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