10:05 10 Luglio 2020
Italia
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Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)
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Un piano di riforme e investimenti in chiave anti-assistenzialista che con la ripartenza possano dare alla Sicilia un nuovo ruolo nel Mediterraneo. Ecco il pensiero di Matteo Renzi.

Alla Sicilia serve più il ponte sullo Stretto che non il reddito d'emergenza. E' l'ultima provocazione di Matteo Renzi, che nel suo ultimo libro, La Mossa del Cavallo, in uscita il 4 giugno, in alcune anticipazioni rilasciate sulla stampa locale, emerge una serie proposte più o meno innovative per la Sicilia, dal tradizionale progetto del Ponte di Messina all'idea di rendere l'isola una speciale zona fiscale, per incentivare gli investimenti. 

Il ponte 

Per il leader di Italia viva è necessario completare la rete infrastrutturale siciliana, a partire dal Ponte sullo Stretto, un'opera che serve "per vincere la sfida della povertà" più del reddito di emergenza, sostiene Renzi. 

E a chi oppone l'urgenza di costruire ferrovie e strade piuttosto che un'opera faraonica, l'ex premier controbatte: 

"C’è chi dice "facciamo il ponte sullo Stretto" e chi risponde "in Sicilia servono prima le ferrovie". Entrambe le affermazioni contengono una verità quasi banale - scrive l'ex premier - ed è ovvio che servono strade e ferrovie in una Sicilia il cui handicap infrastrutturale grida vendetta, specie per chi, come me, ha liberato miliardi di euro per quella regione, denaro che è stato inspiegabilmente bloccato dalla burocrazia locale e nazionale".

Isola tax-free

Almeno una delle due grandi isole del Mediterraneo dovrebbe essere un'oasi fiscale e occorre stipulare un "patto con lo stato" per portare avanti una battaglia europea per poter fare di Sicilia o Sardegna "regioni speciali dal punto di vista fiscale, in grado di competere con Malta o con l’Albania, a sud, ma anche, dentro i confini settentrionali dell’Unione, con Irlanda, Lussemburgo, Olanda".

Dopo la "pausa forzata" per il coronavirus, una ripartenza su queste basi potrebbe aprire enormi prospettive per la regione, ma occorre rimuovere quei "limiti strutturali che allontanano gli investimenti, in particolare quelli internazionali" e convincere "il resto d’Europa della necessità di ottenere per le due regioni una disciplina fiscale ad hoc". 

Insomma, per Renzi lo status speciale fiscale dovrebbe essere concesso in cambio di un piano di riforme in chiave anti-assistenzialista 

"E sarà interessante capire - sottolinea il leader di Iv- come potranno lamentarsi Olanda, Lussemburgo e Irlanda se l’Italia deciderà finalmente, per la prima volta, di rispondere alla competizione sleale che da anni questi paesi ci fanno attraendo per ragioni fiscali e giuridiche società da tutto il mondo".

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Tags:
Matteo Renzi, Sicilia, Italia
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