18:09 23 Settembre 2020
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Per affrontare l'emergenza anti-covid i docenti vorrebbero classi meno numerose e maggiori risorse per svolgere in sicurezza le lezioni e tutelare la salute di alunni e del personale.

Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda bocciano il dL Scuola, approvato al senato con voto di fiducia, e dopo la proclamazione dello stato di agitazione, indicono una giornata di sciopero per l'8 giugno. I sindacati chiedono maggiori garanzie sulla ripartenza a settembre, sostenute su un piano di investimenti più credibile rispetto al 1,5 miliardi di euro stanziati per la scuola. 

I rappresentanti dei docenti chiedono di smantellare le cosiddette "classi pollaio" e ridurre il numero di studenti per aula, in modo da garantire la tenuta in sicurezza delle lezioni, senza dover ricorrere a turnazioni dell'orario scolastico o alla didattica a distanza. 

Sul fronte delle assunzioni, gli insegnanti sono scontenti del piano assunzioni per 32 mila docenti mediante concorso per esami e non per titoli, previsto nel decreto scuola. Le altre richieste presentate dai sindacati sono: 

  • rinnovo del contratto
  • nuove assunzioni personale ATA ai DSGA facente funzione
  • un concorso riservato per i direttori dei servizi generali e amministrativi facenti funzione con almeno tre anni di servizio. 

Le sigle sindacali chiedono di aumentare i fondi destinati all'istruzione a 4-5 miliardi, oltre quelli necessari per l'edilizia scolastica. Inoltre ritengono necessaria maggiore chiarezza riguardo l'organizzazione della didattica per il prossimo anno scolastico, in riferimento alla dad (didattica a distanza) per le scuole medie inferiori. 

Mentre il ministero dell'Istruzione prevede il ritorno in classe per gli alunni di scuole elementari e medie inferiori, riservando la dad alle scuole superiori, nel piano messo a punto dal comitato tecnico scientifico è ipotizzata la possibilità di implementare forme di dad anche per gli studenti delle scuole medie. 

Il ritorno in classe a settembre rimane ancora un rebus tutto da risolvere, per il personale docente che ha indetto una giornata di sciopero per l'8 giugno. La data, che non comprometterà lo svolgimento della didattica in quelle regioni in cui la fine delle lezioni è segnata per il 6 giugno, potrebbe far saltare, se confermata, l'ultimo giorno di scuola in Lombardia, Lazio e Abruzzo. Lo scioperò, quindi, riguarderà per lo più la sospensione degli scrutini di fine anno. 

 

Tags:
sciopero, Sindacati, Scuola, Italia
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