09:49 23 Settembre 2020
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Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)
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A Napoli la movida deve districarsi tra i nuovi divieti imposti dall'ordinanza di De Luca che dice stop all'asporto di alcolici dopo le 22. Cercasi idee innovative per servire bevande alternative.

La vita notturna di Napoli prova a districarsi tra ordinanze e divieti imposti dalla Regione per limitare le occasioni di contagio. L’ordinanza numero 53 emessa venerdì 29 maggio a firma Vincenzo De Luca, impone nuovi divieti per l’asporto di alcolici di ogni tipo dopo le 22.

Bar, baretti, ristoranti, supermercati, chioschi, gelaterie, pasticcerie, dopo tale ora "no asporto" di alcolici e superalcolici. Questi potranno essere serviti e consumati solo al banco o seduti ai tavoli del locale nel rispetto delle misure di distanziamento fisico.

L’obiettivo è evitare gli assembramenti in piazza Bellini e a Chiaia, luoghi simbolo della movida notturna partenopea dove si riuniscono migliaia di giovani e meno giovani napoletani provenienti anche dalla provincia.

La movida protesta

Protesta la modiva di Napoli e lo fa attraverso Fabio Carrotta, titolare del bar Socialize di Chiaia, il quale intervistato da Fanpage afferma: “chiudere l’asporto per le bevande alle ore 22 è come non aprire”.

Cosa prevede l’ordinanza 53

L’ordinanza testualmente recita:”è fatto divieto di vendita con asporto di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, dopo le ore 22.00 da parte di qualsiasi esercizio commerciale e con distributori automatici.”

L’ordinanza non vieta, quindi, l’asporto di altre bevande, come quelle analcoliche, che potrebbero essere introdotte dai barman per garantire a loro e ai giovani clienti le consumazioni. Ad esempio la preparazione di bevande analcoliche dai sapori insoliti realizzati con frutti anche esotici capaci comunque di attrarre la curiosità e l'interesse degli avventori di passaggio.

Vietato portarsi alcolici da casa

Dalle ore 22.00 alle ore 6.00 del mattino, inoltre, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico “è fatto divieto di consumo di bevande alcoliche” anche se portate da casa propria.

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Vincenzo De Luca, Napoli, Coronavirus
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