13:50 24 Settembre 2020
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Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)
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Dal rapporto dell'Osservatorio Asaps emerge che le forze di polizia italiane sono state maggiormente aggredite durante il periodo di lockdown, con un incremento del 30,6%.

Tra i paradossi del lockdown c’è anche questo. Mentre le strade delle città si svuotavano di mezzi di trasporto privati, mentre le strade brulicanti si svuotavano, i dati dell’Asaps registravano una crescita del 30,6%.

L’Osservatorio Asaps, il portale della sicurezza stradale, ha registrato 913 aggressioni refertate nei primi quattro mesi del 2020 contro le 699 del medesimo periodo 2019. Un incremento quindi di 214 casi di aggressione, pari appunto al +30,6%. Una tendenza, comunque, in aumento già prima del lockdown scrive ancora l’Osservatorio.

Le aggressioni maggiori sono state commesse contro i Carabinieri (46,2% dei casi), seguiti dalla Polizia di Stato (44,6%) e dalla polizia locale (7,7%). Il 3,6% dei casi di aggressione sono stati refertati da altri corpi.

La somma totale delle percentuali riportate è superiore a 100, questo succede perché in alcuni casi i corpi di polizia sono stati aggrediti nel medesimo evento scrive l’Osservatorio Asaps.

Identikit dell’aggressore

Nel 36,5% dei casi l’aggressore era ubriaco o drogato, mentre il 36,5% delle aggressioni totali provengono da una persona straniera. Quest’ultimo è un dato in diminuzione rispetto al 2019 quando raggiunse il picco del 52,35%.

Le forze dell’ordine sono state aggredite nel 14,1% dei casi con un’arma propria o impropria quali bastoni, oggetti o un’autovettura per investire gli agenti.

“Emerge evidente che i controlli su strada per il rispetto delle regole anti covid-19 hanno scatenato spesso preoccupanti reazioni anche violente contro le forze di polizia durante i controlli su strada”.
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Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)

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