21:48 29 Settembre 2020
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Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)
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Sulla riapertura dei confini regionali interviene Walter Ricciardi, il consulente del Ministero della Salute, il quale afferma che i dati delle regioni non sempre sono attendibili: ci vuole cautela.

Riaprire o non riaprire i confini regionali dal 3 giugno in poi? Il consulente del ministero della Salute e membro dell’Oms Walter Ricciardi è cauto, “un’apertura in queste condizioni esporrebbe a rischi”.

Ed il problema che il professore fa notare sono i numeri, che “potrebbero non essere solidi”. Ricciardi teme quindi che “i dati” non sempre siano validi, un timore che trova parziale conferma nella richiesta avanzata ieri alla Regione Siciliana dal direttore generale delle Asp, il quale ha chiesto una verifica dei dati regionali perché ci sono evidenze di numeri falsati.

Sempre ieri la Fondazione Gimbe ha accusato la Regione Lombardia di aver addirittura fatto “magheggi” con i dati. Le parole del presidente della fondazione hanno indignato i vertici della Regione, i quali hanno dato mandato ai legali di querelare la fondazione e Cartabellotta.

Dipende dal comportamento degli italiani

Le riaperture del 4 maggio sono andate bene “soprattutto grazie al comportamento degli italiani” ha detto il professor Ricciardi a La Repubblica. La maggioranza degli italiani stanno “evidentemente rispettando le buone regole per evitare i contagi” ma la guardia va tenuta alta per non “vanificare i sacrifici fatti” aggiunge.

Sacrifici non solo sul piano sanitario ma anche economico, con un rischio di perdita di posti di lavoro di circa 400mila ha stimato l’Istat e un perdita di ricchezza di oltre il 5% nel solo primo trimestre del 2020.

I dati sono attendibili? Dipende dalle Regioni

Anche se il sistema di monitoraggio basato sui 21 indicatori è nazionale, spiega Ricciardi, e questa settimana indica un rischio basso nelle regioni più grandi, i dati del monitoraggio nazionale sono alimentati da quelli regionali.

Quindi, “dipende dalle capacità di gestione dei sistemi regionali. Se sono efficaci ed efficienti, allora i dati sono attendibili” spiega ancora il consulente del Ministero.

Ricciardi crede che ci siano “motivi seri” per ipotizzare che i dati di alcune regioni non siano attendibili.

“Dalla modifica costituzionale del 2001, raramente è successo che il sistema di indicatori abbia funzionato in modo efficiente e tempestivo” e dal momento che in questa situazione la raccolta dati deve tenere conto anche di attività di laboratorio, la raccolta “è ancora più complessa”.

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