08:59 29 Novembre 2020
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Sexy shop del Piemonte discriminati dalla Lega, non riceveranno il bonus economico a fondo perduto da 1500 euro previsto per altre attività commerciali. Liberi e Uguali e M5s criticano la scelta.

Ai Sexy shop del Piemonte il bonus da 1500 euro non verrà dato come agli altri commercianti. Il consigliere regionale Alberto Preioni ha fatto includere un sub-emendamento che esclude la categoria merceologica dal dl ‘Riparti Piemonte’.

L’emendamento ha fatto sorridere il capogruppo di Liberi e Uguali Marco Grimaldi, secondo il quale il consigliere della Lega non ha capito “che non è obbligato ad acquistare da ogni esercente a cui si dà il bonus”.

Il sostegno, aggiunge Grimaldi, è rivolto a chi “non chiede garanzie e paga le tasse in Piemonte”, quindi, che venda tappi per bottiglie, sughero o le statue dei santi o mutandine commestibili tutti ne possono beneficiare dice il politico piemontese.

E poi Grimaldi riferendosi a Preioni della Lega conclude: “Spero davvero che quegli esercenti facciano ricorso e lo citino in giudizio”.

M5s dalla parte dei sexy shop piemontesi

Si schiera al fianco dei sexy shop piemontesi anche il M5s regionale con Sarah Disabato, che parla di “presunti giudizi morali sulle attività d’impresa del Piemonte”.

Non comprende perché questo distinguo, il M5s, se queste attività commerciali danno lavoro e pagano le tasse come gli altri.

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