12:54 08 Luglio 2020
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La polizia di Stato ha lanciato una operazione su larga scala contro le cosche Rosmini e Zindato a Reggio Calabria.

La Procura della Repubblica di Reggio Calabria questa mattina ha lanciato l’operazione su larga scala Cemetery Boss, finalizzata all'esecuzione di 10 ordini di detenzione preventiva nei confronti di diversi soggetti associati alle cosche mafiose Rosmini e Zindato a Reggio Calabria, responsabili, con qualità diverse e con ruoli diversi, per associazione mafiosa e concorso esterno in associazione mafiosa.

Oltre agli arresti l’operazione include inoltre sequestri e perquisizioni di varie aziende coinvolte con le cosche per un totale di circa cento agenti della Polizia di Stato.

L'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, coaudiuvata da una indagine della Squadra Mobile locale ha consentito di ricostruire gli assetti e le dinamiche della cosca Rosmini operante nei quartieri cittadini Modena, Ciccarello e San Giorgio Extra di Reggio Calabria, e della cosca Zindato, attiva nelle stesse zone.

In particolare l’inchiesta ha portato alla luce gli interessi economici sommersi dei Rosmini nel settore dell'edilizia sul territorio e in particolare sul monopolio totale sulle attività di tumulazione e l'estumulazione delle salme del cimitero del quartiere Modena, nonché dell’edificazione e ristrutturazione delle cappelle funerarie, con l’esclusione di qualsiasi altra ditta che non fosse da loro autorizzata.

Il cimitero era diventato il loro centro amministrativo

Tra gli arresti figura anche il Dirigente Responsabile dei servizi cimiteriali del Comune di Reggio Calabria, Manglaviti Carmelo, il quale, secondo quanto risulta dalle indagini, aveva favorito la cosca Rosmini nell'imposizione del monopolio sui lavori edili all’interno del cimitero del quartiere Modena. Il Funzionario comunale è accusato di aver "consegnato" di fatto alla cosca Rosmini il monopolio totale nella realizzazione di ogni lavoro edile all’interno del cimitero, mettendo a loro disposizione i suoi sottoposti e la sede degli uffici comunali, all’interno del cimitero, che di fatto era diventato praticamente il centro amministrativo della cosca. In questo luogo i criminali ricevevano persino i clienti, stipulavano accordi, formalizzavano vendite con i privati cittadini che richiedevano interventi edili all’interno della struttura cimiteriale.

Nel frattempo molti dei soggetti agli arresti avevano aperto "attività imprenditoriali fittizie" per eludere eventuali controlli delle forze dell'ordine. Di conseguenza la Squadra Mobile su ordine della D.D.A. ha sequestrato preventivamente due bar e un’impresa di pulizia.

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Tags:
Calabria, Mafia
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