14:10 08 Luglio 2020
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Il leader leghista si sarebbe dovuto presentare il 4 luglio davanti ai giudici catanesi per il processo che lo vede impuntato per la vicenda della nave Gregoretti.

Sarà rinviato ad ottobre il processo nei confronti del leader della Lega, Matteo Salvini, per la vicenda della nave Gregoretti. Slittà così di quattro mesi la prima udienza, stabilita per il 4 luglio al tribunale di Catania. Salvini era stato accusato dal tribunale dei ministri catanese di "abuso di potere" e di "aver privato della libertà" i 131 migranti a bordo della Gregoretti, la nave della Guardia di Finanza. 

La notizia del rinvio giunge alla vigilia della votazione della Giunta per l'immunità, sull'autorizzazione a procedere nei confronti del leader leghista Matteo Salvini per il caso Open Arms. La decisione verrà presa sul filo del rasoio. Non ci si aspettano sorprese dal voto degli 11 senatori di maggioranza e dei 10 del centrodestra. Saranno piuttosto determinanti le decisioni dell'ex pentastellato Giarrusso e del senatore del gruppo misto. Per martedì mattina è attesa la votazione. 

Il caos nei tribunali

"I nostri ruoli sono stati travolti dallo stop per l'emergenza coronavirus, ci sono migliaia di processi rinviati che hanno precedenza e ho dovuto spostare l'inizio del processo che vede imputato il senatore Salvini ad ottobre", spiega Nunzio Sarpietro, presidente dell'ufficio del giudice dell'udienza preliminare, secondo quanto riportato da Repubblica.

Sul processo nei confronti di Salvini pesano le frasi shock sull'ex ministro degli Interni e sugli sbarchi di migranti, intercettate dagli inquirenti nelle chat dell'ex membro del Csm Luca Palamara, nell'ambito delle indagini a carico del magistrato. Frasi che hanno provocato un vero e proprio terremoto nella magistratura. 

"Stia tranquillo il senatore Salvini, avrà un processo equo giusto e imparziale come tutti i cittadini. Né io né nessun giudice che si è occupato di questo fascicolo abbiamo nulla a che spartire con Palamara. E sono d'accordo con lui: quelle intercettazioni tra magistrati sono una vergogna" sottolinea Sanpietro. 

Lo scandalo Palamara

Il caso Palamara è tornato alla ribalta mediatica in seguito a delle nuove pubblicazioni di intercettazioni di chat, risalenti al 2018, acquisite nell'inchiesta. 

Sebbene la situazione processuale dell'ex presidente di ANM abbia visto un miglioramento, in seguito all'esclusione del capo di accusa di corruzione, le intercettazioni riportate dalla stampa hanno suscitato un vespaio per via di alcune espressioni riferite al leader leghista Matteo Salvini, relative al periodo in cui ricopriva la carica di ministro degli Interni. 

“C’è anche quella m**** di Salvini, ma mi sono nascosto”, avrebbe detto il pm nel corso di una discussione, mentre interloquendo con  suo ex-collega romano Paolo Auriemma, aveva parlato della necessità di attaccare l'ex capo del Viminale, relativamente alla questione degli sbarchi di migranti sulle navi delle Ong. 

“Mi dispiace dover dire che non vedo dove Salvini stia sbagliando - avrebbe detto Auriemma - Illegittimamente si cerca di entrare in Italia. E il ministro dell’Interno interviene perché questo non avvenga". 

“No, hai ragione. Ma ora bisogna attaccarlo”, avrebbe risposto Palamara. 

Questi scambi, che non hanno alcuna rilevanza penale, hanno scatenato una bufera sulla magistratura, accusata di essere politicizzata. 

Luca Palamara è stato accusato di corruzione nell'ambito di un'indagine della Procura di Perugia. Secondo gli inquirenti avrebbe favorito con nomine Fabrizio Centofanti, poi arrestato nel 2018 per frode fiscale, in cambio di viaggi e regali. 

Nel corso dell'inchiesta l'accusa per corruzione in atti giudiziari, per aver facilitato la nomina a procuratore capo di Gela di Giancarlo Longo, in cambio di un compenso di 40 mila euro, è caduta. Restano le altre accuse. 

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processo, Matteo Salvini, Italia
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