15:24 01 Giugno 2020
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In un'intervista a Repubblica il governatore della Lombardia ha difeso il proprio operato nella gestione dell'emergenza Covid-19.

Regione Lombardia non ha commesso alcun errore nella gestione dell'emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19.

Ne è convinto il governatore Attilio Fontana, il quale in un'intervista a Repubblica ha cercato di chiarire la situazione relativa al territorio con il maggior numero di vittime causate dal coronavirus.

"Nella settimana dal 4 al 7 marzo ci sono state parecchie interlocuzioni con il ministro Speranza e con il presidente del Consiglio Conte. Arrivarono nella Bergamasca anche carabinieri e militari, poi non so cosa sia successo. Invece della zona rossa che noi chiedevamo venne creata la zona arancione in tutta la Lombardia", ha dichiarato Fontana riferendosi alla mancata istituzione di una zona rossa in tutta la Regione.

Uno status che la Regione non avrebbe potuto istituire, come invece affermato dall'assessore al Welfare Giulio Gallera, ha spiegato il governatore lombardo.

La questione Rsa

Fontana si è poi soffermato sull'altra nota dolente della gestione regionale, quella legata al trasferimento dei pazienti affetti da Covid-19 nelle Rsa:

"Alla nostra richiesta hanno aderito solo 15 strutture sulle 708 che ci sono in Lombardia. E ormai è noto che i test sul sangue, eseguiti con l’Avis, raccontano come il virus circolasse già a gennaio. In ogni caso, se c’era un protocollo preciso per le Rsa, dove abbiamo sbagliato?", ha incalzato il governatore.

In merito agli errori commessi nella maggiore Rsa della Regione, il Pio Albergo Trivulzio, Fontana ha invece sostenuto di essere in attesa dell'esito dell'inchiesta "delle commissioni regionale e comunale" e ha ribadito di non aver avuto alcun rapporto con il presidente dello stesso PAT, Giuseppe Calicchio, iscritto al registro degli indagati.

L'ospedale della Fiera di Milano

Fontana ha poi difeso la decisione di allestire una struttura di emergenza alla Fiera di Milano, negando qualsivoglia errore in tale scelta:

"Assolutamente no. La nostra unità di crisi sostenne che serviva trovare una soluzione, avevamo un medico in lacrime che diceva 'Presto finiranno i posti in terapia intensiva'. È stato realizzato con fondi donati dai privati, abbiamo tutti i rendiconti. Nonostante la Germania abbia sei volte i nostri posti in terapia intensiva, Berlino ha organizzato un ospedale simile. Saranno scemi anche loro?", ha dichiarato.
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