13:41 31 Maggio 2020
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A Palermo si terranno in forma istituzionale e senza pubblico, le celebrazioni in omaggio alla memoria del giudice Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli uomini della scorta.

Sono passati 28 anni da quel tragico pomeriggio del 23 maggio 1992, quando una carica da 1 tonnellata , di tritolo posizionata sulla A29 faceva saltare in aria il giudice Giovanni Falcone, la moglie, il magistrato Francesca Morvillo, assieme ai tre uomini della scorta, Vito SchifaniRocco Dicillo e Antonio Montinaro. La sentenza di morte era stata pronunciata dal tribunale di Cosa Nostra, presieduto da Salvatore Riina, ed eseguita da Giovanni Brusca. Segna l'apice di una drammatica stagione stragista della mafia siciliana. 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il cui fratello Piersanti venne ucciso da Cosa Nostra durante il suo mandato di presidente della Regione Sicilia, nel 1980, ha ricordato in un video messaggio il sacrificio e il senso del dovere del magistrato antimafia. 

"La mafia si è sempre nutrita di complicità e di paura, prosperando nell'ombra. Le figure di Falcone e Borsellino, come di tanti altri servitori dello Stato caduti nella lotta al crimine organizzato, hanno fatto crescere nella società il senso del dovere e dell'impegno per contrastare la mafia e per far luce sulle sue tenebre, infondendo coraggio, suscitando rigetto e indignazione, provocando volontà di giustizia e di legalità", ha detto il Capo dello Stato.

"I mafiosi - ha proseguito - nel progettare l'assassinio dei due magistrati, non avevano previsto un aspetto decisivo: quel che avrebbe provocato nella società. Nella loro mentalità criminale, non avevano previsto che l'insegnamento di Falcone e di Borsellino, il loro esempio, i valori da loro manifestati, sarebbero sopravvissuti, rafforzandosi, oltre la loro morte: diffondendosi, trasmettendo aspirazione di libertà dal crimine, radicandosi nella coscienza e nell'affetto delle tante persone oneste".

Anche la seconda carica dello Stato, la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha celebrato la memoria del magistrato Giovanni Falcone e di quegli eroi, come Paolo Borsellino, che si erano "caricati sulle spalle il peso di una battaglia enorme e lo hanno fatto con una fede incrollabile nella giustizia". 

"La ferocia mafiosa che ha spento le loro vite ha colpito al cuore milioni di italiani", ha sottolineato. "Celebrarne la memoria - ha aggiunto - deve essere quindi l'occasione per ricordare che vincere le mafie vuol dire soprattutto difendere la nostra società. Perché la mafia si prende gli spazi che lo stato dimentica". 

La Casellati ha poi posto l'attenzione sul fatto che oggi, con l'attuale emergenza economica provocata dall'epidemia da coronavirus, "con famiglie, imprese e cittadini in ginocchio", si corre il rischio che le mafie siano pronte a "fare da banche" per immettere liquidità nel sistema produttivo e da "ufficio di collocamento" per chi perde il lavoro. 
Nel ricordo di Giovanni Falcone, la presidente del Senato, lancia un appello affinché "lo stato faccia lo stato, faccia sentire ai cittadini che c'è che li sostiene, che li aiuta e che la legalità è l'unica strada per assicurare a tutti una vita veramente libera". 

Le celebrazioni a Palermo

Per la prima volta, a causa dell'emergenza sanitaria in corso, la città di Palermo oggi non si riempirà di studenti provenienti da tutta Italia, di associazioni del mondo del volontariato e di tutti quei soggetti della galassia antimafia che ogni anno si danno appuntamento oggi nel capoluogo siciliano per ricordare il sacrificio di Giovanni Falcone, della moglie e degli uomini della scorta. 

Le strade si sono riempite di lenzuoli bianchi, simbolo della lotta alla mafia, che capeggiano dai balconi delle case dei palermitani, e le commemorazioni ufficiali avverranno nel corso della mattinata in forma istituzionale, senza pubblico. 

 

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Palermo, Mafia, Italia
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