01:17 27 Novembre 2020
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Dopo aver definito l'uso dei guanti durante la comunione un atto di macelleria eucaristico, Don Leonardo Ricotta rinuncia al suo ruolo di parroco nella chiesa di Villabate.

Resta senza un parroco la chiesa di S. Agata di Villabate, in provincia di Palermo. Il sacerdote Don Leonardo Ricotta non è disposto a distribuire l'eucaristia con i guanti, perché lo ritiene un triplice sacrilegio. Perché è peccato dare l'eucaristia con le mani, perché è peccato prendere l'eucaristia con i guanti di plastica, perché la plastica che è stata contatto con il corpo di Cristo poi viene buttata nella spazzatura. "Un peccato gravissimo", dice. 

E sulle norme terrene della sicurezza anticoronavirus, sulle disposizioni del Vescovo di Palermo, prevale il primato della coscienza. "E io, in coscienza, non mi presterò a compiere un atto di macelleria eucaristica", dice. 

Le sue dimissioni, Don Leonardo le aveva annunciate nella sua omelia di lunedì, nella messa del pomeriggio, la prima dopo due mesi di sospensione delle funzioni. 

"Dovremo dare conto dei nostri silenzi" ha detto nell'omelia, riportata dal Giornale di Sicilia. "Non si deve mai venire meno alla verità, neppure a costo dello scandalo - ha avvertito il parroco - Questo predicavano i santi, che non facevano gli opinionisti, non erano i professionisti del 'secondo me', ma mostravano con le vita e con le parole di adorare Cristo nei loro cuori".

"Io combatto contro i macellai del corpo di Cristo - aveva aggiunto - perché li amo e voglio che vadano anch’essi in paradiso. Appellatevi alla vostra coscienza, fratelli miei, rifiutatevi di commettere il triplice sacrilegio, per tutti ci sarà il giudizio di Dio e per noi sacerdoti sarà tremendo".

L'ufficializzazione è arrivata giovedì 21 maggio, a partire da questa data, ha annunciato l'Arcivescovado di Palermo, don Ricotta non è più il parroco della chiesa di S.Agata di Villabate che, in attesa della nomina di un nuovo sacerdote, è stata affidata alla nomina di un amministratore parrocchiale. 

In una nota l'Arcivescovado precisa che "la prassi di distribuire la comunione nelle mani è in conformità alle norme emanate dal Magistero della Chiesa cui ogni cristiano cattolico deve religioso ossequio della volontà e dell’intelletto".

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Coronavirus, Chiesa, Sicilia, Italia
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