09:32 29 Maggio 2020
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Zaia si è detto pronto ad impugnare il decreto Rilancio, il quale prevede l'esclusione del Veneto dalla cerchia delle regioni considerate zona rossa.

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha minacciato ai microfoni di Radio 24 di impugnare il nuovo decreto Rilancio qualora esso non sarà modificato d'ufficio:

"Hanno fatto un decreto, è diventato legge, e poi per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, con un comunicato, pubblicato in Gazzetta lo correggono. Se non lo modificano d'ufficio io lo farò modificare a un tribunale perché io questo decreto lo impugno", ha tuonato Zaia.

La controversia riguarda l'esclusione del Veneto dalle zone rosse d'Italia, fatto assolutamente ingiustificabile secondo il governatore leghista a fronte dell'incidenza del Covid-19 nella Regione:

"In questo decreto il Veneto è sparito come zona rossa: noi abbiamo avuto 1.820 morti, quasi 4.500 ricoverati e siamo stati martoriati, non esiste che il Veneto sia fuori dalle zone rosse. Scommettiamo che risolvono il problema prima che arriviamo in tribunale?".

Zaia si è poi soffermato sull'andamento della pandemia in Veneto, definendo la situazione "incoraggiante", ma sottolineando come sia fondamentale in questa fase non abbassare la guardia

"Il trend è incoraggiante però è anche vero che una rondine non fa primavera. I dati di laboratorio di ieri sera sono incoraggianti, continuiamo a fare i tamponi, ma dobbiamo aspettare ancora un po' per dire che siamo indenni dal virus".

Per il prossimo fine settimana, il governatore della Lega ha dunque annunciato "un'ordinanza che affronterà vari temi tra cui quella di dare una risposta alle famiglie che con la riapertura si trovano il problema della gestione dei minori".

Italia ufficio complicazioni affari semplici

Zaia non ha risparmiato altre critiche all'esecutivo in merito alla gestione dell'emergenza legata alla pandemia da Covid-19, :

"L'Italia resta l'ufficio complicazioni affari semplici. Bisogna ridurre le catene decisionali e decidere una volta per tutte di uscire dal medioevo dato dal centralismo e passare al nuovo rinascimento che è dato da un Paese moderno con il federalismo e l'autonomia che non è sottrazione di potere come la vedono a Roma, ma assunzione di responsabilità da parte dei territori e con il coronavirus lo abbiamo dimostrato. Questo Paese con le potenzialità che ha può imboccare un nuovo corso passando a una totale riforma dello Stato in senso federalista".

Solidarietà a Fontana

In chiusura, Zaia ha mostrato la propria solidarietà al presidente della Lombardia, Attilio Fontana, attaccato nelle ultime settimane per la gestione dell'emergenza Covid-19:

"C'è un attacco da parte di qualcuno che vede l'autonomia come una riduzione di potere, una visione che non ha nessun futuro. Non c'è un problema di attacco al nord, c'è un problema di qualcuno che non ha capito in che epoca sta vivendo. Solidarizzo assolutamente con la Lombardia, lo dico da una Regione che ha titolo di parlare di coronavirus: la Lombardia ha avuto un'ondata di contagio da paura, fare polemica sui morti e sulle disgrazie delle persone è sempre squallido", ha concluso Zaia.
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